Letteratura Latina

  • Materia: Letteratura Latina
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  • Data: 30/04/2016
  • Di: Angela Ardizzone

Lucilio e le Satire

Vita e opere di Lucilio, poeta latino autore delle Satire.

LUCILIO E LE SATIRE. Lucilio è l'inventore della satira così come la intendiamo noi oggi, vale a dire come componimento che critica i comportamenti e le passioni umane. Nacque a Suessa Aurunca, in provincia di Caserta, nel 180 a.C. e morì a Napoli nel 102 a.C. Partecipò alla guerra di Numanzia al seguito di Scipione l'Emiliano e visse in contatto con l'ambiente scipionico. 

LE SATIRE DI LUCILIO: RIASSUNTO. Lucilio compose 30 libri di satire, ma a noi restano circa 1300 versi. 

  • i primi 21 libri e il 30 erano in esametri dattilici
  • dal libro 26 al 29 Lucilio adoperò il senario gambico e il settenario trocaico, versi tipici della commedia

Lucilio è considerato l'inventor della satira, il tipo di componimento caratterizzato dall'attacco mordace contro le umane perversioni. Mentre nella letteratura greca mancava, in quella romana delle origini aveva forma drammatica, e forse composero satire Nevio, Ennio e Pacuvio. La satira di Ennio appare polimetrica e di argomento vario. Lucilio invece, che si dedica solo alla satira, ha attinto alla letteratura precedente: ha mantenuto il carattere miscellaneo e la varietà dei temi accanto ai componimenti più satrici caratterizzati dall'attacco mordace. Il libro XVI era dedicato a Collyra, la donna amata dal poeta, mentre il libro III racconta il comico viaggio di Lucilio in Sicilia. Nell'elaborare le satire Lucilio ha in mente la commedia di Aristofane, ma ricordiamo che diverso è lo sfondo sociale e psicologico e il poeta riprende l'attacco ai personaggi viventi in un modo del tutto originale. 

LUCILIO: CARATTERISTICHE DELLE SATIRE. La caratteristica principale delle satire di Lucilio è la componente personale, il suo coinvolgimento e l'attenzione al mondo umano. Del mondo che lo circonda è critico senza pietà e la sua satira è ossessionata dai vizi umani. Prende di mira politici, magistrati, senatori e uomini del popolo. E' amico degli Scipioni e nemico dei loro avversari. Tra i tanti, il principale bersaglio è Lentulo Lupo: nel libro I descrive un concilio degli dèi che si riunisce per giudicare Lentulo Lupo, peste e rovina di Roma. Alla fine gli dèi decidono d farlo morire per indigestione. Lucilio vive lontano dalla vita pubblica e si dedica ad un otium letterario che però dimostra una valenza civile e politica. Egi si mostra benevolo solo verso chi possiede la virtus. La virtus è dare il giusto valore alle cose, conoscere ciò che è giusto, saper mettere un limite al guadagno. Lucilio disdegna la poesia epico-celebrativa e la tragedia, ma preferisce una poesia breve, personale, che ha attinenza con la realtà quotidiana. 

Il linguaggio di Lucilio è immediato e lo stile è ricco e vario. Egli preferisce i termini quotidiani e colloquiali, ma non mancano termini dotti e vocaboli rari.