Letteratura Latina

  • Materia: Letteratura Latina
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  • Data: 07/05/2016
  • Di: Angela Ardizzone

Seneca il Vecchio e la retorica

Vita e opere dello scrittore latino Seneca il vecchio

SENECA IL VECCHIO E LA RETORICA. Nel periodo augusteo la retorica e l'eloquenza raggiungono un mutamento di rotta che interesserà tutta la successiva produzione letteraria. Con l'accentramento del potere nelle mani del principe viene meno il libero scambio di idee. La retorica allora si chiude nelle scuole e viene svuotata di ogni valenza politica.  Le argomentazioni hanno carattere fittizio, lontane dalla realtà. Si erge una barriera tra la scuola e la vita. Nelle scuole prevalgono due tipi di esercitazioni: 

  • controversiae: discorsi che in processi immaginari sviluppano pareri contrastanti
  • suasoriae: esortazioni che intendono convincere un personaggo mitico o storico 

Gli antichi criticavano questa forma di educazione retorica, lontana dalla verità della vita, che proiettava i giovani verso un mondo senza consistenza, costringendo l'ingenium ad esercitarsi in discorsi privi di senso e collegamento con la realtà. Tuttavia, la nuova retorica ha contribuito a dare quei chiaroscuri stilistici tipici della letteratura imperiale, che altrimenti non avremmo avuto. Grazie alla retorica la letteratura imperiale proporrà una nuova esplorazione del cuore e delle passioni umane. 

SENECA IL VECCHIO: L'OPERA. Delle declamazioni dell'epoca abbiamo preziosi documenti di Seneca il Vecchio (padre di Seneca il filosofo). Egli nacque a Cordova intorno alla metà del I secolo a.C. e trascorse la maggior parte della sua vita a Roma. Morì intorno al 39 a.C. La sua fama è legata all'opera Oratorum et rethorum sententiae, divisiones, colores, che comprendeva espressioni sentenziose, le ripartizioni della materia in schemi, lo stile e il colorito particolare dei discorsi di oratori e retori più celebrati della sua epoca. L'opera era composta da dieci libri di Controversiae e uno di Suasoriae. Seneca ha avuto il pregio di citare esempi concreti di declamazioni, oltre al nome e notizie dei singoli autori. Tuttavia  giudizi di Seneca sono poco benevoli verso la nuova retorica. Secondo lui la retorica è venuta a decadere con la degenerazione dei costumi e la dilagante corruzione. La sua visione è dunque moralistica, come anche quella nei confronti del genere umano in un'opera storica andata perduta. Per Seneca sono 4 i più illustr esponenti della sua epoca: Giunio Gallione, Porcio Latrone, Albucio Silo, Tito Labieno (detto Rabienus per la veemenza dei suoi scritti)