Novecento

  • Materia: Novecento
  • Visto: 18067
  • Data: 2005
  • Di: Redazione StudentVille.it

L'automobile nell'immaginario futurista

L'automobile nell'immaginario futurista. Un emblema della simultaneità spazio-temporale.

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Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene il volante, la cui asta  attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.

Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo... un auto-mobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, e più bello della Vittoria di Samotracia.

E il Futurismo è il primo movimento artistico importante a fare dell'automobile un soggetto e un simbolo di primo piano. Oltre cento opere di Giacomo Balla hanno come protagonista l'automobile in corsa. Altri futuristi tra cui Umberto Boccioni, L. Russolo, G. Severini  e C. Carrà si dedicano a ritrarre veicoli a motore come automobili, autobus, tram elettrici e motociclette. Il tema dell'automobile ricorre nella prosa e nella poesia futuriste, soprattutto nelle liriche di F. T. Marinetti, ispiratore del movimento. L'automobile incarna gli ideali fondamentali del futurismo, alcuni dei quali vengono formulati proprio attraverso l'osservazione dei veicoli a motore e l'esperienza della velocità. Ispirati alla rivoluzione tecnologica dell'epoca i futuristi considerano l'automobile un'innovazione paradigmatica atta a mutare l'ambiente e la percezione della realtà da parte dell'uomo: essa si eleva dunque a simbolo delle idee futuriste relative alla modernità e al progresso tecnologico.

Unendo l'esperienza del viaggio in automobile alla teoria del filosofo francese contemporaneo Henri Bergson, secondo il quale la realtà è un continuo fluire, i futuristi intuiscono che le stesse sensazioni della velocità, del dinamismo e della simultaneità, prodotte dalla nuova tecnologia e dal moderno ambiente urbano, costituiscono l'essenza della realtà. I concetti della velocità e del flusso costante di sensazioni sono in linea con il carattere di avanguardia del movimento che si oppone al G. Balla, Velocità d'automobile, 1913. canone classico dell'ordine e della stabilità. L'automobile infine come mezzo di trasporto individuale, procura una sensazione di potenza, una esaltazione e un senso di emancipazione che contribuiscono a rendere più aggressivo il programma futurista.     

Il movimento appare come la categoria fondamentale del dipinto. Esso è reso in termini decisamente astratti, pur rimanendo l'autore fedele alla rappresentazione dinamica come sequenza e traiettoria. L'immagine si apre a ventaglio in una rapidissima successione e il chiaroscuro, con il suo crescendo e poi il suo svanire, evidenzia il senso del veloce trapassare. Le rotazioni, le linee forza, le linee di fuga degli oggetti nello spazio tendono a rendere il dinamismo dell'apparizione e la simultaneità della percezione: Balla non aspira a rappresentare l'oggetto, ma a darne l'essenza, lo stato rivelativo, e l'essenza che si condensa nell'immagine, il dinamismo astratto, reso da cerchi e triangoli. Il triangolo è la forza dinamica per eccellenza, la forma penetrante. "Oggetto di ispirazione e di attenzione sarà ogni azione che si sviluppa nello spazio".

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