Novecento

  • Materia: Novecento
  • Visto: 13724
  • Data: 2005
  • Di: Redazione StudentVille.it

Pirandello nichilista o relativista?

Nichilismo e relativismo nella novella Il treno ha fischiato di Pirandello.

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Da "Novelle per un anno": "Il treno ha fischiato…".

Nel 1922 Pirandello decise di riorganizzare tutta la sua produzione novellistica e di elaborare un nuovo progetto artistico che avrebbe riunito tutti i racconti (sia quelli già pubblicati sia quelli in fase di elaborazione) sotto il titolo "Novelle per un anno". La raccolta avrebbe dovuto essere composta da ventiquattro volumi contenenti quindici novelle ciascuno, per un totale di trecentosessanta, all'incirca una novella per ogni giorno dell'anno. La morte impedì a Pirandello di completare l'opera che attualmente comprende duecentoventicinque racconti; in più ci sono altre ventisei novelle rimaste estranee al progetto: in totale, dunque, la produzione novellistica Pirandelliana ammonta a duecentocinquantuno racconti.

La struttura narrativa della raccolta è caratterizzata da un preciso ordine, segnalato da leggi numeriche e norme costanti (una novella al giorno, quindici novelle a volume, tante novelle quanti sono i giorni dell'anno). Se però si considera la disposizione delle novelle, si nota subito che non esiste né un ordine cronologico, né un ordine tematico, come se i racconti fossero stati disposti casualmente. L'opera appare così un'allegoria della varietà della vita e del suo carattere frantumato e insensato.

La concezione negativa dell'esistenza umana da parte di Pirandello arriva a sfiorare il nichilismo in una novella intitolata "Il treno ha fischiato…". Si narra di un impiegato modello, Bellucca, che si ribella al capo-ufficio e viene portato in manicomio. La ribellione viene provocata dall'intuizione di un'altra vita, diversa rispetto a quella monotona e caratterizzata dalla routine di ogni giorno. Il titolo del racconto è dato dal fatto che proprio il fischio di un treno spinge l'impiegato alla fuga dal mondo reale, scatenando un processo d'immaginazione che lo porta in una nuova realtà fantastica. Nella novella sono presenti due diversi punti di vista: quello del capo-ufficio e dei medici (che rappresenta l'opinione comune) e quella della voce narrante (che coincide con l'opinione di Bellucca). Stando al primo, Bellucca rientra in un caso di «alienazione mentale», stando al secondo, Bellucca rientra in un «naturalissimo caso». Insomma ogni verità è relativa.

Non si può parlare di vero e proprio nichilismo in quanto, a mano a mano che il racconto procede, il punto di vista della voce narrante appare più convincente, anche se la verità che espone è indubbiamente parziale. Nonostante l'opinione espressa dal narratore sia comunque relativa, essa descrive in maniera più appropriata il comportamento di Bellucca di quanto non facciano i giudizi convenzionali del capo-ufficio, dei colleghi e dei medici.

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