Novecento

  • Materia: Novecento
  • Visto: 11454
  • Data: 2004
  • Di: Redazione StudentVille.it

Sono una creatura di G.Ungaretti

Breve commento sulla poesia "Sono una creatura" di G.Ungaretti.

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Come questa pietra
del San Michele
così fredda
così dura
così prosciugata
così refrattaria
così totalmente
disanimata
Come questa pietra
è il mio pianto
che non si vede

La morte si sconta
vivendo

Il poeta istituisce una similitudine paradossale tra pietra e pianto, cioè tra due elementi opposti sul piano del significato, anche se sono somiglianti nella loro assonanza.

pietra prosciugata = pianto che non si vede

In pratica, Ungaretti è diventato come una pietra prosciugata. La conclusione è molto pacata rispetto al dolore precedente come una sorta di rassegnazione.
Ungaretti ribalta i valori abituali: la morte intesa come tregua, liberazione da tutti gli affanni è un bene che si deve scontare attraverso la sofferenza della vita.
Il dolore del poeta deve essere molto grande per spingerlo a considerare la morte un bene.

La riduzione della lunghezza dei versi andando verso il basso può simboleggiare la riduzione della speranza, della voglia di vivere, della parola, il poeta va verso il silenzio perché quando il dolore è molto forte non si ha le parole per esprimerlo.

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