Pedagogia

  • Materia: Pedagogia
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  • Data: 02/02/2016
  • Di: Angela Ardizzone

L'educazione tra oralità e scrittura: educazione nelle civiltà antiche

Educazione nelle civiltà antiche; una breve storia della pedagogia nell'antichità.

EDUCAZIONE TRA ORALITA' E SCRITTURA: EDUCAZIONE NELLE CIVILTA' ANTICHE. Le società orali. Le prime comunità umane affidavano al linguaggio orale la trasmissione degli insegnamenti.
Si tratta di popoli nomadi di raccoglitori e cacciatori in cui la famiglia, e più in generale il gruppo sociale di appartenenza, si facevano carico dell’educazione dei bambini e dei giovani. Le conoscenze che venivano trasmesse riguardavano essenzialmente apprendimenti di carattere manuale e tecnico fondamentali per le attività che sarebbero state svolte da adulti. L’educazione era differenziata in base al ruolo di genere maschile o femminile. L’insegnamento avveniva principalmente attraverso l’oralità e attraverso l’imitazione di un modello. Inoltre la famiglia e il gruppo sociale contribuivano a sostenere norme e valori attraverso l’approvazione o la disapprovazione di determinati comportamenti.

Altre forme di organizzazione sociale. Il diffondersi della pratica dell’agricoltura prospetta per le comunità nomadi di cacciatori e raccoglitori  la necessità  di essere stanziali. La stanzialità comporta importanti conseguenze: si assiste ad una crescita demografica e ad una nuova complessa organizzazione della società e del lavoro; lo sviluppo dell’agricoltura consente poi  l’immagazinamento, lo scambio e il commercio dei prodotti;  si diffondono nuovi saperi e una fiorente cultura. E’ ancora il linguaggio orale ad essere custode dei saperi e dei valori di queste comunità.

La scrittura. Sarà proprio la necessità di catalogare e quantificare i prodotti dell’agricoltura a dare impulso allo sviluppo della scrittura. Storicamente le più antiche testimonianze scritte provengono dalla Mesopotamia e dall’Egitto e risalgono al periodo tra il IV e il III millennio a.C.. I sumeri e gli egizi utilizzavano sistemi di scrittura differenti, definiti rispettivamente cuneiforme e geroglifico, che raggiunsero sempre maggiore complessità.  E’ in questo momento che si avverte l’esigenza di insegnare e apprendere questo nuovo specifico sapere e che nascono le prime scuole, destinate a formare funzionari e amministratori per lo stato.

Le prime scuole. Le prime scuole avevano spesso sede presso un tempio o un palazzo ed erano indirizzate esclusivamente ad allievi  maschi. A scuola si imparava a leggere, scrivere e contare. Il numero dei soggetti depositari del sapere della scrittura, della lettura e del calcolo rimarrà tuttavia ristretto e costituirà la potente casta degli scribi. Gli scribi manterranno segreto e tramanderanno di generazione in generazione il proprio sapere. Le  crescenti necessità amministrative delle città-stato e degli imperi richiederanno poi il diffondersi delle conoscenze, solo però ai soggetti provenienti dalle famiglie più agiate sarà possibile studiare.

Gli ideali educativi della Grecia arcaica. Gli ideali educativi della Grecia arcaica e l’educazione dei giovani di nobile stirpe sono ampiamente rappresentati nei poemi omerici, opere che sono state a lungo affidate alla tradizione orale.
Solo a partire dal IV secolo a.C. infatti il testo scritto divenne il principale strumento di comunicazione.
Le gesta narrate nell’Iliade e nell’Odissea sono state tramandate di generazione in generazione proprio grazie al racconto orale e alla recitazione pubblica. Caratteristiche del testo quali epiteti e formule ricorrenti ne facilitavano la memorizzazione.

Atene e Sparta. A partire dal VII secolo a.C. il rafforzamento delle città-stato, la fondazione delle colonie e l’utilizzo dell’alfabeto consentirono alla Grecia di  diffondere la propria cultura nel Mediterraneo.
Le due poleis storicamente più importanti furono Atene e Sparta, che svilupparono due modelli educativi ben diversi.
Nella città di Sparta era lo stato a farsi carico dell’educazione dei bambini e dei giovani al fine di crescere futuri cittadini-guerrieri. All’età di sette anni i bambini venivano sottratti alle famiglie , che davano loro una prima educazione, e affidati allo stato che li istruiva, all’interno di speciali comunità istituzionalizzate: i ginnasi. Qui veniva impartita una severa disciplina incentrata principalmente sull’esercizio fisico e sull’uso delle armi. Anche le bambine venivano addestrate in maniera tale da diventare donne robuste e forti. La società spartana era divisa rigidamente in classi e solo la classe dominante, gli spartiati, veniva educata.
Ad Atene l’educazione di bambini e giovani veniva affidata a un maestro e il fine dell’educazione era quello di formare un cittadino che potesse assumere un ruolo attivo nella partecipazione alla vita politica della città. Nei ginnasi veniva insegnato a leggere e a scrivere, la musica, la ginnastica. In seguito era la città stessa, attraverso la vita associativa, a contribuire alla formazione del giovane insegnandogli le leggi. Solo una volta conclusosi questo percorso formativo, all’età di vent’anni, si poteva prendere parte attiva alla vita della città. L’educazione ateniese era riservata agli uomini, in quanto le donne venivano educate in casa alla gestione domestica e al ruolo di madre.