Pedagogia

  • Materia: Pedagogia
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  • Data: 05/04/2016
  • Di: Angela Ardizzone

Teoria e pratica educativa: modelli aperti e chiusi

Teoria e pratica educativa. I modelli educativi principali: modelli aperti e chiusi.

TEORIA E PRATICA EDUCATIVA: MODELLI APERTI E CHIUSI. La Pedagogia - intesa come sapere teorico e pratico sui processi educativi - si arricchisce, nel corso del Novecento, di contributi provenienti da ulteriori discipline che consentono una evoluzione dei suoi modelli di riferimento e un passaggio dai modelli più tradizionali ai modelli moderni e contemporanei.  Tale evoluzione permette inoltre di ridefinire e ripensare i problemi educativi stessi a cui la Pedagogia è chiamata a dare risposta. Tra i contributi di cui la disciplina pedagogica si arricchisce assume rilievo l’apporto fornito dalle teorie psicologiche dello sviluppo, dell’apprendimento e dell’intelligenza.

PRATICA EDUCATIVA: MODELLI TRADIZIONALI. Nei modelli tradizionali relativi alla pratica educativa il rapporto tra docente e discente è eminentemente asimmetrico e contrassegnato da una profonda disparità: il docente trasmette i contenuti degli insegnamenti e la classe riceve tali nozioni. Lo strumento di cui si avvale questo modello è la lezione frontale e l’apprendimento è ritenuto la diretta conseguenza dell’insegnamento. Colui che insegna impartisce nozioni che vengono acquisite senza alcun tipo di rielaborazione critica. La centralità e l’autorità del docente è massima mentre la figura dell’allievo - che viene assimilato al gruppo-classe - e il ruolo dell’ambiente non ricevono nessun tipo di attenzione. Il modello di apprendimento a cui si fa riferimento è quello proposto dalle teorie comportamentiste relative al condizionamento classico e al condizionamento operante. L’apprendimento è un cambiamento di comportamento che può dunque realizzarsi in seguito ad associazioni ripetute tra stimoli forniti dall’ambiente (contenuti degli insegnamenti) e risposte del soggetto. L’allievo risponde  sollecitato dallo stimolo che il docente fornisce. Assume importanza inoltre il ruolo di rinforzi positivi, rinforzi negativi e punizioni nell’aumentare o diminuire la probabilità di ottenere una data risposta.

PRATICA EDUCATIVA: LE NUOVE TEORIE E I NUOVI MODELLI. Segnali di cambiamento del modello tradizionale emergono grazie ai contributi forniti dallo sviluppo delle teorie cognitiviste e alle teorie costruttiviste e socio-costruttiviste. Queste teorie condividono il presupposto che colui che apprende costruisce attivamente il proprio sapere e non è un destinatario passivo di nozioni che assimila senza alcun tipo di rielaborazione. Il soggetto possiede capacità che gli consentono di dare senso all’esperienza organizzandola e strutturandola. Le teorie cognitiviste avevano proposto la metafora della mente come elaboratore attivo di informazioni, proponendo modelli relativi a come la nostra mente acquisisce, organizza e utilizza le informazioni provenienti dall’ambiente. Ne consegue quale modello di apprendimento quello volto a promuovere nel soggetto la capacità di acquisire e organizzare i contenuti attraverso opportune istruzioni che ne consentano la comprensione e la memorizzazione. Tra le criticità del modello cognitivista viene sottolineata l’assenza di attenzione prestata al ruolo rivestito dai fattori contestuali ed emozionali nel processo di apprendimento e proprio tale aspetto sarà maggiormente preso in considerazione dai modelli successivi. Nel modello costruttivista assume importanza l’interazione tra il soggetto e il suo ambiente: la conoscenza viene costruita attivamente dal soggetto che non è semplicemente un destinatario passivo di informazioni, ma struttura e organizza le proprie rappresentazioni attraverso l’interazione con il mondo esterno. Risultano influenti in tale modello le teorizzazioni di J.Piaget, L.S. Vygotskij e J. Bruner.
A partire da queste considerazioni, che valorizzano l’importanza dell’interazione tra diversi fattori nel processo di apprendimento e sottolineano che la conoscenza costruita dal soggetto non può essere oggettiva, ma è una rappresentazione, si inizieranno ad affermare modelli ecologici e sistemici che consentiranno un superamento di una visione lineare e riduzionistica dei processi di apprendimento a vantaggio di una visione circolare e interattiva.