Prima Prova 2002

  • Materia: Prima Prova 2002
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  • Data: 08/12/2011
  • Di: Redazione StudentVille.it

Il luogo natio nei componimenti dei poeti

Maturità 2002. Tipologia B – ambito artistico-letterario: Poeti e paesaggio natio. TITOLO: Il luogo natio nei componimenti dei poeti. DESTINAZIONE: rivista letteraria

Ogni uomo porta sempre con sé, nell’arco della sua vita, le bellezze, i sapori, l’aria del luogo in cui è nato. Se si trova lontano dalla sua terra, ripensa con nostalgia ai luoghi in cui ha trascorso la sua infanzia e ripercorre nella sua memoria tutte quelle cose (natura, casa, persone…) che rendevano speciale il suo paese. Il tema del paesaggio natio è caro soprattutto ai poeti, in modo particolare a quelli che sono stati costretti ad allontanarsi dalla propria terra. Si pensi al grande Ugo Foscolo che, nel sonetto A Zacinto, si rivolge proprio alla sua terra che lo vide crescere, cantandone le bellezze naturali (il mare Ionio e le coste feconde) e mettendone in risalto l’importanza letteraria (l’isola, infatti, ha dato i natali a Venere ed è stata anche menzionata nella celebre Odissea di Omero). Purtroppo, però, Foscolo non può più farvi ritorno, nemmeno da morto, in quanto si trova in esilio. A Zacinto, dunque, resterà soltanto il canto nostalgico del suo figlio che si trova in esilio.
Quanto dolore provoca nell’animo umano il dover abbandonare per forza la propria terra. Un esempio di ciò che si può provare nell’allontanamento forzato è costituito dallo splendido passo dell’“Addio ai monti” contenuto alla fine dell’ottavo capitolo de I promessi sposi di Alessandro Manzoni. È fallito il tentativo di Renzo e Lucia di unirsi in matrimonio con un inganno ai danni di don Abbondio. I due giovani, insieme ad Agnese, sono  costretti a scappare in fretta e furia dal loro paese per raggiungere con una barca l’altra parte della riva del lago. Ecco che Manzoni scrive una delle pagine più belle della sua opera. Con tono di poesia, Lucia, nella sua mente, rievoca la bellezza della terra in cui è nata e nella quale si era sempre sentita al sicuro prima di ricevere le minacce di don Rodrigo. In questi pensieri, viene messa in risalto anche la paura che si prova nel dover abbandonare per la prima volta la propria terra: Lucia ha sempre vissuto nel suo piccolo paese, non si è mai allontana da esso e ora prova timore nell’andare in un luogo che le è estraneo, in cui non ha nessun appoggio e non sa cosa troverà. Si rifugia, perciò, in Dio, sicura che la accompagnerà in questa esperienza e che la farà, un giorno, ritornare a casa.
Anche Carducci, nella poesia tratta dalle Rime Nuove intitolata Traversando la Maremma toscana, esalta la bellezza del luogo in cui è cresciuto. Il poeta, ormai divenuto un uomo maturo, sta compiendo un viaggio in treno attraverso la sua dolce Maremma e, nel rivedere quei luoghi, prova delle forti sensazioni. Ricorda i pensieri e i sogni che aveva fatto da giovane e arriva all’amara conclusione che non c’è nemmeno più il tempo di raggiungere quanto si era prefissato di fare in quanto è vicino il momento di morire. Queste tristi riflessioni, però, sono alleviate proprio grazie alla vista delle colline e delle verdeggianti pianure tipiche del paesaggio maremmano.
Alcuni poeti, invece, hanno difficoltà a lasciare la propria terra. È il caso di d’Annunzio che, in una lirica contenuta nella raccolta Alcyone intitolata I pastori, vuole essere proprio come i pastori abruzzesi che, ogni settembre, lasciano la loro terra per condurre il gregge verso il mare. Prima di partire, però, essi bevono alle fonti alpestri affinché il sapore dell’acqua natia rimanga nel loro cuore durante il periodo di allontanamento.
Saba, invece, nella poesia Trieste e una donna, canta Trieste non solo come sua città natia, ma anche come essa è realmente. Ogni ambiente di Trieste (la chiesa, la spiaggia, la collina)  appartiene al poeta e vive in lui.
Infine, anche Sbarbaro, nella poesia Liguria tratta dalla raccolta Rimanenze, celebra la bellezza della sua terra, appunto la Liguria. Di essa viene celebrata soprattutto la natura: il cielo invernale che è simile a quello primaverile, il sole che brilla anche quando piove finemente, i versi del gabbiano e il rumore del mare sugli scogli.
Insomma, ogni persona non può dimenticare la terra in cui è nato. Ha con essa un particolare rapporto: la porterà sempre nel suo cuore e ne canterà le bellezze per non dimenticarsi mai, nei momenti più difficili della vita, di quanto è stato contento e spensierato durante la fanciullezza.

Stefania Annunziata