Prima Prova 2004

  • Materia: Prima Prova 2004
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  • Data: 18/12/2011
  • Di: Redazione StudentVille.it

I due volti del Novecento

Tipologia C: I due volti del Novecento. Da un lato esso è secolo di grandi conquiste civili, economiche, sociali, scientifiche, tecniche, dall’altro è secolo di grandi tragedie storiche. Rifletti su tale ambivalenza del ventesimo secolo, illustrandone i fatti più significativi.

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, l’Europa conobbe un forte sviluppo industriale. Esso fu dovuto principalmente alla seconda rivoluzione industriale. Furono scoperte, infatti, nuove fonti di energia, come l’energia elettrica e il petrolio, e ci furono importanti innovazioni tecniche. Il forte sviluppo dell’industria fece sì che i beni fossero a disposizione di una massa sempre crescente di persone. Il Novecento fu, infatti, il secolo della società di massa. Tutta la popolazione, cioè, venne coinvolta nel processo di produzione, distribuzione e consumo dei beni. Allo sviluppo dell’industria si affiancò un mutamento della società. Le condizioni di vita migliorarono grazie ad una sempre maggiore disponibilità dei beni, il settore agricolo conobbe un periodo di crisi in seguito allo spostamento dei lavoratori dalla campagna alla città (si sviluppò, in questo senso, il fenomeno dell’urbanizzazione), nacquero le prime organizzazioni sindacali e i primi partiti. Una decina d’anni dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, però, nel 1929 tutto il Vecchio Continente dovette affrontare una grave crisi economica. Essa dipesa dagli Stati Uniti. Qui, infatti, ci fu un periodo di prosperità: grazie alla disponibilità dei capitali, fu possibile creare nuove forme di comunicazione, come la radio e il cinema, migliorare il sistema dei trasporti e investire risorse nel settore chimico e siderurgico. A tutto questo si accompagnò uno sviluppo tecnologico e scientifico. Ad un certo punto, però, l’offerta superò la domanda: vennero prodotti più beni rispetto a quanto necessario e ciò provocò una grave crisi che sfociò con la caduta della borsa di New York nell’ottobre del 1929. La situazione americana e mondiale migliorò grazie all’intervento di Franklin Delano Roosevelt, che fu il promotore di una nuova politica, quella del New Deal. Grazie ad essa, fu possibile rilanciare la produzione agricola ed industriale e ridurre i tassi di disoccupazione. L’Europa conobbe uno sviluppo economico simile a quello già conosciuto dagli Stati Uniti negli anni ’20 a partire dal periodo successivo alla ricostruzione seguita alla Seconda Guerra Mondiale. Anche tra la popolazione del vecchio continente si diffusero i mezzi di comunicazione di massa (radio, televisioni, telefono) e beni quali automobili, frigoriferi… Questo sviluppo, fu possibile, però, solo nei paesi dell’Europa Occidentale quelli, cioè, che all’indomani della Seconda Guerra Mondiale si trovarono sotto l’influenza degli Stati Uniti e che avevano un governo di tipo democratico. I paesi dell’Europa dell’Est, invece, rimasero arretrati. Essi, infatti, conoscevano ancora regimi dittatoriali sotto l’influenza dell’URSS che limitarono di molto la libertà degli individui e, di conseguenza, lo sviluppo della società.
Se da un lato il Novecento conobbe importanti innovazioni economiche, tecniche e scientifiche, è pur vero che esso vide anche il manifestarsi di terribili tragedie storiche. Ad inizio secolo, ci fu, infatti, la Prima Guerra Mondiale. All’indomani dell’assassinio dell’Arciduca austriaco Francesco Ferdinando da parte di uno studente serbo, si trovarono a fronteggiarsi militarmente le potenze della Triplice Intesa (Francia, Inghilterra e Russia) contro quelle della Triplice Alleanza (Austria, Germania e Italia, anche se quest’ultima entrò in guerra un anno dopo l’inizio dei combattimenti). In quattro anni di guerra, dal 1914 al 1918, altre nazioni presero parte ai combattimenti: il Giappone a favore dell’Alleanza e gli Stati Uniti a fianco dell’Intesa. La guerra, così, divenne mondiale. Numerose furono le vittime. Alla guerra, infatti, parteciparono per la prima volta tutti i cittadini maschi delle nazioni coinvolte. Essi trovarono la morte perché il conflitto assunse in breve tempo le caratteristiche della guerra di trincea: un combattimento lungo ed estenuante che avveniva all’interno di fosse scavate nel terreno e che mieteva numerose vittime per la conquista di poche centinaia di metri. I trattati di pace furono firmati a Versailles nel 1919. L’Europa sembrò aver ritrovato la pace, ma purtroppo non fu così. Dagli anni Venti del Novecento, infatti, l’Europa vide l’instaurarsi dei regimi totalitari: il nazionalsocialismo in Germania, il fascismo in Italia e lo stalinismo in Russia. Fu proprio la Germania di Hitler, che voleva rifarsi dalla sconfitta subita nel precedente conflitto, la causa dello scoppio di una Seconda Guerra Mondiale. In questo caso, le vittime furono ancora più numerose in quanto furono costruiti campi di concentramento in cui persero la vita i prigionieri, gli oppositori politici e, soprattutto gli Ebrei. La fine della Seconda Guerra Mondiale vide il disfacimento dei regimi totalitari e la divisione del mondo in due blocchi contrapposti: la parte occidentale, sotto l’influenza degli Stati Uniti, e la parte orientale, sotto la sfera dell’Unione Sovietica. Tale divisione fu resa evidente dalla costruzione del muro di Berlino. Fra questi due blocchi ci fu una snervante guerra fredda. Si trattava di uno scontro che avveniva sul piano economico e politico, senza far ricorso alle armi. Esso terminò nel 1989 con l’abbattimento del muro di Berlino. Negli ultimi anni del secolo ci fu anche il processo di decolonizzazione. Molti paesi europei concessero volontariamente l’indipendenza alle proprie colonie, mentre in altri casi, come ad esempio in Vietnam, ci furono ancora sanguinosi conflitti.
Sviluppo sociale, economico e politico e tragedie storiche sono, quindi, gli elementi che hanno caratterizzato il XX secolo.

Stefania Annunziata