Prima Prova 2005

  • Materia: Prima Prova 2005
  • Visto: 12544
  • Data: 18/12/2011
  • Di: Redazione StudentVille.it

La forza della Natura

Maturità 2005. Tipologia B – ambito tecnico-scientifico: Catastrofi naturali: la scienza dell’uomo di fronte all’imponderabile della Natura! TITOLO: La forza della Natura. DESTINAZIONE: rivista scientifica.

L’uomo è figlio della Natura. Vive e interagisce con essa, ma non riesce a coglierne i segreti. Goethe, nel Frammento sulla natura, dice che noi uomini «viviamo in mezzo a lei, ma le siamo estranei. […] Agiamo continuamente su di lei, e non abbiamo su di lei nessun potere». Ciò significa che l’uomo non riesce a cogliere tutti i segreti della Natura e non può conoscere i tempi in cui essa rivolgerà la sua forza contro di lui. La Natura, infatti, si scaglia contro l’uomo quando quest’ultimo interviene su di lei senza rispetto. Nascono così le catastrofi naturali contro le quali l’uomo può solo sperare di salvarsi. Platone, nel Timeo, spiega che le catastrofi naturali sono causate dagli dei che puniscono gli uomini quando si comportano male. Ma può anche capitare che siano gli dei la causa dei disastri. Fetonte, per esempio, incendiò tutta la terra e morì poiché si impadronì del carro del padre Apollo senza saperlo guidare. Altri dei, invece, possono purificare troppo la terra con l’acqua e causare inondazioni. Naturalmente le catastrofi naturali hanno una spiegazione scientifica. Bonatti, ad esempio, in un articolo pubblicato dal Sole 24 ore del 2/1/2005 intitolato Ma è l’oceano che ci dà vita, spiega le cause che provocano uno tsunami. Affinché avvenga un maremoto, sono indispensabili due elementi: una grande quantità d’acqua e uno strato solido  e rigido sotto di essa. I movimenti e gli spostamenti della litosfera trasmettono energia alle acque sovrastanti e causano il maremoto. Dopo le catastrofi, ci possono essere delle conseguenze. Può capitare, ad esempio, che si sposti l’asse terrestre. Boncinelli, in un articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 2/1/2005 intitolato Dall’asse distorto ai grappoli sismici. Quando la scienza vuol parlare troppo, fa le sue considerazioni e afferma che anche la Terra è fragile, anche se non come noi. L’uomo si sta affannando per cercare di prevedere le catastrofi naturali. Ma è possibile farlo? Boncinelli, nello stesso articolo, dice che «eccetto in casi particolarmente fortunati, non siamo ancora in grado di prevedere maremoti e terremoti», poiché l’uomo ancora non conosce molte cose riguardo le scienze della Terra. È certo comunque che l’uomo può intervenire quando si manifestano disastri naturali. Thom, in Modelli matematici della morfogenesi, afferma che non si sa bene come si manifesta l’intervento umano in caso di catastrofi poiché non si conosce l’intensità con cui la Natura si manifesta contro l’uomo. Di conseguenza, alle volte l’intervento dell’uomo è utile, altre invece non porta a risultati concreti.
Sono, dunque, d’accordo con Rusconi che, ne L’apocalisse e noi, dice che la violenza della Natura «ci pone davanti alla nostra nuda condizione umana e alle nostre responsabilità». L’uomo, infatti, molto spesso interviene senza rispetto sulla Natura che, quindi, si ribella e gli ricorda la sua piccolezza. Secondo me, l’uomo dovrebbe essere più rispettoso nei riguardi della Natura: solo così si possono evitare gravi catastrofi.

Stefania Annunziata