Psicologia

  • Materia: Psicologia
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  • Data: 04/07/2016
  • Di: Angela Ardizzone

La prosocialità e le abilità sociali per la vita

La prosocialità e le abilità sociali per la vita: definizione e teorie

LA PROSOCIALITA E LE ABILITA' SOCIALI PER LA VITA. La prosocialità può essere definita come la tendenza comportamentale ricorrente o disposizionale a far del bene agli altri. L’interesse dei ricercatori in questo ambito si è focalizzato ora sulle caratteristiche individuali, ora sulle situazioni in grado di sollecitare maggiormente un comportamento prosociale. L’altruismo è un comportamento teso ad aiutare gli altri senza considerare se possano derivarne benefici per se stessi. Sebbene si tratti di fenomeni distinti, il comportamento prosociale e l’altruismo risultano correlati.

PROSOCIALITA': TEORIE SULL'ALTRUISMO. Sono state elaborate diverse spiegazioni teoriche sul perché le persone si aiutino: spiegazioni di natura biologica, spiegazioni ispirate alla teoria dello scambio, spiegazioni in termini di empatia-altruismo.

  • Le spiegazioni di natura evoluzionistica privilegiano la visione secondo la quale assume fondamentale rilievo la trasmissione dei geni. L’espressione “gene egoista” viene appunto utilizzata per indicare il comportamento di aiuto nel quadro della competizione per la sopravvivenza tra geni piuttosto che tra individui (Dawkins, 1976).
  • Le spiegazioni che si ispirano alle teorie dello scambio sostengono che la maggior parte dei comportamenti umani sia motivata dal massimizzare i guadagni e minimizzare i costi, pertanto si ritiene che le persone siano egoiste e ricerchino il proprio profitto anche quando si propongono di aiutare gli altri.
  • L’ipotesi dell’empatia-altruismo sostiene che nel momento in cui si prova empatia si è motivati ad agire con lo scopo ultimo di aiutare la persona per la quale si prova empatia (Batson, 1989).

Le spiegazioni che pongono l’accento sulle caratteristiche individuali propongono il sollievo da uno stato d’animo negativo come variabile che spiegherebbe il comportamento di aiuto: provare empatia verso una persona in difficoltà comporterebbe uno stato di malessere emotivo e la persona tenderà ad alleviare l’angoscia che ne deriva tramite azioni volte a ristabilire uno stao di benessere emotivo (Cialdini, Darby e Vincent, 1973). Le spiegazioni situazionali invece si sono concentrate soprattutto sul perché le persone non presterebbero aiuto agli altri. Latanè e Darley (1968) hanno a tal proposito avanzato l’ipotesi della diffusione di responsabilità: all’intero del gruppo, il singolo si sente meno coinvolto e tende a delegare ad altri il compito di intervenire e prestare aiuto, il senso di responsabilità infatti risulterebbe diminuito nel momento in cui sono presenti altri possibili soccorritori.

COME VIENE APPRESO IL COMPORTAMENTO PROSOCIALE. Il comportamento prosociale viene appreso attraverso i processi di socializzazione e la gamma dei comportamenti prosociali varia ampiamente da cultura a cultura. Le pratiche educative e le relazioni interpersonali assumono un ruolo fondamentale nel consentire lo sviluppo delle tendenze prosociali: l’essere umano possiede una natura intrinsecamente sociale e alcune competenze sarebbero già precocemente prsenti.
Le Life Skills sono state definite dall’OMS (1998) come “l’ insieme delle abilità utili per adottare un comportamento positivo e flessibile e far fronte con efficacia alle esigenze e alle difficoltà che si presentano nella vita di tutti i giorni”. Si tratta di competenze cognitive, emotive e sociali di base che possono essere sviluppate e incidere sul nostro benessere. I programmi di life skills education si basano sul potenziamento di abilità generali promuovendo un ruolo attivo degli individui. Il presupposto teorico alla base dell’insegnamento delle abilità di vita è la Teoria dell’apprendimento sociale di A.Bandura (1977).
L’apprendimento delle Life Skills si verifica nel momento in cui le competenze si traducono in comportamenti e capacità di agire, ovvero quando si arriva a sapere cosa fare e come farlo essendo consapevoli di farlo.