Psicologia

  • Materia: Psicologia
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  • Data: 06/06/2016
  • Di: Angela Ardizzone

L'interazionismo simbolico

Cos'è l'interazionismo simbolico e come avviene.

INTERAZIONISMO SIMBOLICO: RADICI FILOSOFICHE. La prospettiva teorica dell’interazionismo simbolico estende il proprio campo di pertinenza all’ambito della psicologia sociale, occupandosi della relazione tra la persona e il mondo sociale. Le radici dell’interazionismo simbolico possono essere rintracciate nella corrente filosofica del pragmatismo statunitense e nelle intuizioni di filosofi quali C.Peirce (1839-1914) e W. James (1842 – 1910). L’opera di Peirce è relativa principalmente al linguaggio e al processo di significazione. James invece nella sua opera The Principles of Psychology del 1980 aveva introdotto la distinzione tra un io conoscitore (io) e un io conosciuto (me) che costituiscono due aspetti non separabili dell’identità. Entrambi questi autori saranno ripresi nelle riflessioni di  G.H.Mead (1863 - 1931) e in particolare la distinzione tra io e me di W. James sarà sviluppata e ampliata da nell’ opera Mind, Self, and Society del 1934. L’opera e il pensiero di Mead rappresentano un contributo fondamentale alla psicologia sociale di quegli anni, in cui la visione dominante in psicologia era quella del Comportamentismo e dell’assunzione che la mente non possa essere conosciuta e il comportamento possa essere descritto solo in termini di stimoli e risposte.
 

INTERAZIONISMO SIMBOLICO: LA TEORIA DI G.H.MEAD. Centrale nel pensiero di Mead è l’idea che il sé e la mente sono costruiti nell’interazione sociale. ll processo sociale di interazione si caratterizza per la costruzione di significati condivisi.
In continuità con quanto proposto da James il sé è distinto in due momenti: il me e l’io. Il me è costruito dall’esperienza sociale, è l’insieme degli atteggiamenti degli altri che un individuo assume verso se stesso. L’io rappresenta invece la risposta spontanea, non organizzata  dell’individuo alla situazione sociale, agli atteggiamenti degli altri. Il sé si sviluppa solo attraverso l’interazione sociale: la nostra consapevolezza degli altri è un prerequisito alla consapevolezza di sé. Il passaggio cruciale individuato da Mead in questo processo è l’assunzione di ruolo. Attraverso l’assunzione di ruolo saremmo infatti in grado di diventare oggetto ai nostri stessi occhi. Attraverso l’interiorizzazione delle norme sociali il sé arriva a conoscere il me. L’Altro Generalizzato rappresenta il meccanismo attraverso il quale siamo in grado di orientare la nostra condotta e di prevedere e valutare quella degli altri. Esso si costruisce attraverso la socializzazione primaria e secondaria e fornisce continuità al sé. Proprio tramite l’Altro Generalizzato gli altri diventano parte attiva del modo di essere, pensare e agire dell’individuo.

  • L’interazionismo simbolico. La mente rappresenta dunque per Mead l’interiorizzazione del processo sociale attraverso il quale vengono costruiti significati condivisi. Altro presupposto del pensiero di Mead è l’idea che attraverso la simbolizzazione, e in particolare attraverso il linguaggio, vengano costruiti significati comuni che possono essere condivisi non solo da coloro che partecipano all’interazione in maniera diretta, ma dall’intero universo sociale.

Secondo H. G. Blumer (1900 – 1987), che ha proposto il termine  interazionismo simbolico, le premesse su cui si basa questa prospettiva sarebbero le seguenti: gli individui agiscono nei confronti delle “cose” sulla base dei significati che attribuiscono;  il significato è derivato dall’interazione sociale o sorge da essa; i significati sono elaborati e trasformati attraverso un processo interpretativo. Le cose rappresentano tutto ciò di cui l’essere umano può fare esperienza nel mondo: oggetti fisici, altri esseri umani, idee, istituzioni, situazioni di vita quotidiana.