Psicologia

  • Materia: Psicologia
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  • Data: 28/11/2015
  • Di: Angela Ardizzone

Percezione: le illusioni percettive

Le illusioni percettive: cosa sono e come si manifestano.

PERCEZIONE: COSA SONO LE ILLUSIONI PERCETTIVE. Con illusione si fa riferimento a un processo che vede il percetto, l’oggetto percepito, come un fenomeno più o meno indipendente dall’oggetto fisico. Siamo in grado di descrivere un percetto in assenza di un vero e proprio oggetto fisico per effetto di una condizione chiamata assenza dell’oggetto fisico o, viceversa, possiamo non percepire un oggetto fisico realmente presente (assenza dell’oggetto fenomenico). Il primo caso è osservabile nella comparazione di figure cosiddette mascherate, mentre il secondo nelle figure chiamate anomale; quest’ultimo è il caso del celebre triangolo di Kanisza, in cui siamo in grado di percepire un triangolo inesistente per via della configurazione complessiva assunta da dei cerchi incompleti e dal posizionamento di triangoli acuti. Alla base delle illusioni ottiche in particolare, troviamo infatti un errore dovuto al realismo ingenuo, secondo il quale il percetto coincide con l’oggetto fisico; tale errore è chiamato errore dello stimolo, per cui siamo portati a descrivere ciò che sappiamo sullo stimolo in questione più che quello che vediamo effettivamente.

ILLUSIONI PERCETTIVE: CLASSIFICAZIONE. In base al meccanismo su cui si fondano, le illusioni vengono distinte in ottiche, se sono causate da fenomeni che non chiamano in causa la fisiologia umana, percettive, poiché dipendono dal funzionamento del sistema visivo, e cognitive, quando coinvolgono il cervello e le modalità con cui questo elabora le immagini.
Per verificare e comprendere l’esperienza illusoria, sono state sviluppate delle immagini aventi caratteristiche tali da generare distorsioni della percezione. Fra queste ci sono le figure mascherate, citate sopra, le immagini ambigue come quella del “vaso e dei due profili” o de “la nuora e la suocera” o ancora del famoso cubo di Necker, le immagini distorte e le figure impossibili ( fra queste, sono celebri il cosiddetto diapason del diavolo o il triangolo di Penrose). Queste tipologie di immagini, in virtù delle leggi di organizzazione Gestaltica (vicinanza, somiglianza, chiusura, continuità e pregnanza ), possono dar vita a illusioni geometriche, se l’effetto percettivo è una distorsione della configurazione geometrica dello stimolo (è il caso, questo, della sedia di Beuchet),  a illusioni prospettiche, che coinvolgono figure tridimensionali su uno sfondo piatto (come nel caso del cubo di Necker, in cui la faccia anteriore e posteriore del cubo arrivano a sovrapporsi in virtù della loro uguale grandezza), a illusioni di colore e contrasto, per le quali due elementi identici  vengono percepiti come diversi grazie all’utilizzo di elementi terzi che ne confondono la configurazione complessiva, a illusioni di movimento, per cui uno stimolo fermo e stabile viene percepito come in moto, e a illusioni di completamento. Queste ultime sono ravvisabili nel triangolo di Kanisza.