Riassunti Italiano Maturità

  • Materia: Riassunti Italiano Maturità
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  • Data: 01/05/2015
  • Di: Angela Ardizzone

Salvatore Quasimodo

Riassunto completo su Salvatore Quasimodo per l'esame di Maturità.

SALVATORE QUASIMODO: RIASSUNTO VITA E OPERE. Nasce a Modica (Ragusa) nel 1901. Compiuti gli studi tecnici di geometra a Messina, si iscrive ad Ingegneria a Roma e frequenta l’Accademia dei nobili ecclesiastici, dove studia il latino e il greco. Divenuto funzionario del Genio civile, abbandona gli studi di Ingegneria e viaggia per lavoro in Italia. Va poi a Firenze su invito del cognato Elio Vittorini (che ha sposato la sorella di Quasimodo), dove frequenta l’ambiente di Solaria e collabora a riviste di poesia. Nel 1941 viene nominato professore di letteratura italiana al Conservatorio “G. Verdi”. Nel 1959 ottiene il premio Nobel per la letteratura. Muore nel 1968 a Napoli, colpito da un infarto.

POETICA DI SALVATORE QUASIMODO. Anche Quasimodo, come Ungaretti e Montale, avverte il sentimento tragico e desolato della vita del tempo, derivato dal crollo degli ideali romantici e positivistici. Ma, mentre Ungaretti trova rifugio nella fede, mentre Montale resta fermo alla negatività dell’esistenza, Quasimodo passa dallo sconforto alla denuncia delle responsabilità dell’uomo per il dolore del mondo e all’impegno, che spetta soprattutto ai poeti, per la costruzione di un mondo migliore, in nome della fraternità e solidarietà umana.
La poesia di Quasimodo presenta due momenti.
 

SALVATORE QUASIMODO: LE PRIME OPERE. Il primo momento della poesia di Quasimodo presenta un contenuto nostalgico e una forma ermetica.
Sradicato dalla sua famiglia e dalla sua Terra per ragioni di studio e lavoro, gettato nel mondo crudele della città, in Quasimodo si forma subito il complesso dell’esule, tormentato dalla nostalgia dell’infanzia lontana, rimpianta come un’età d’innocenza e serenità, e della sua Sicilia, rimpianta come terra favolosa di felicità. Ritroviamo la solitudine e il rapido dissolversi delle illusioni, il senso del mistero, il rimpianto dell’infanzia.

Le raccolte poetiche di questo periodo, confluite poi in un unico volume (Ed è subito sera, 1942), sono:

  • Acque e terra (1929): il poeta si muove sulle orme del Pascoli e del D’Annunzio
  • Oboe sommerso (1932) e Erato e Apollion (1936): si accosta ai simbolisti francesi, a Ungaretti e Montale, utilizzando le forme tipiche dell’ermetismo
  • Nuove poesie (1942): grazie allo studio dei lirici greci, vi è un recupero delle forme tradizionali, e la poesia di Quasimodo diventa più limpida, personale e suggestiva; questa raccolta fa da ponte al periodo successivo del poeta.

 

SALVATORE QUASIMODO: ULTIME OPERE. Ricordiamo:

  • Giorno dopo giorno (1947)
  • La vita non è un sogno (1949)
  • Il falso e vero verde (1956)

Qui la poesia assume carattere civile, umanitario e sociale nel contenuto, e oratorio nella forma. Il passaggio del poeta alla nuova lirica “impegnata” è dovuto alle vicende della seconda guerra mondiale. Quasimodo apre il cuore alla tragica realtà storica e si orienta verso tematiche storiche e sociali, rivolgendosi agli altri che soffrono la stessa pena, donandogli la speranza di un mondo migliore. Egli ora non è più il nostalgico ricercatore di età e terre lontane, ma il giudice severo della sua epoca: condanna con potenza realistica le atrocità della guerra, la ferocia degli uomini, ed esorta i figli a dimenticare l’opera cruenta dei padri.
Anche in questo secondo periodo ritorna il motivo della Sicilia, ma essa non è più terra di sogno, ma di dolore, che attende l’ora del riscatto.
 

ULTIME RACCOLTE POETICHE DI QUASIMODO. Ricordiamo:

  • La terra impareggiabile (1958)
  • Dare e avere (1966)

Qui ritroviamo ancora motivi nostalgici e familiari, umanitari e sociali, volti ad ispirare la fratellanza e la solidarietà tra gli uomini.