Riassunti Italiano Maturità

  • Materia: Riassunti Italiano Maturità
  • Visto: 1169
  • Data: 01/05/2015
  • Di: Angela Ardizzone

Umberto Saba

Riassunto completo su Umberto Saba per l'esame di MaturitĂ .

UMBERTO SABA: RIASSUNTO VITA E OPERE. Nasce a Trieste nel 1883 da madre ebrea e padre di origine veneziana, che abbandona la madre prima della nascita del bambino. Vive un’infanzia triste, tormentato dall’umiliazione e dal dolore per la miseria della madre. In seguito, per riconoscenza alla madre, vuole chiamarsi Saba, che in ebraico significa “pane”, sostituendo il cognome paterno, Poli. Studia grazie agli aiuti della zia, e in seguito si imbarca come mozzo in un bastimento mercantile. Svolge il servizio militare a Salerno e successivamente sposa Carolina Wolfer. Partecipa come volontario alla prima guerra mondiale e dopo il conflitto gestisce una libreria antiquaria a Trieste, nel frattempo diventa italiana. Durante le persecuzioni razziali fasciste si rifugia a Firenze, dove rimane nascosto fino alla Liberazione grazie all’aiuto di Montale ed altri amici. Dopo la guerra torna a Trieste e muore a Gorizia nel 1957. Ottiene il premio Viareggio, il premio dell’Accademia dei Lincei e la laurea in Lettere “honoris causa” dell’Università di Roma.

OPERE DI UMBERTO SABA. L’opera poetica di Saba è raccolta nel Canzoniere.

Le raccolte di prosa sono due:

  • Scorciatine e raccontini
  • Storia e cronistoria del Canzoniere

Dopo la morte dello scrittore, fu pubblicato un romanzetto, Ernesto, a cura della figlia Linuccia, in cui Saba narra, con un tono lirico di grande purezza, le sue giovanili esperienze sessuali.
 

UMBERTO SABA POETICA. La poetica di Saba è semplice e chiara come la sua poesia. Egli ritiene che i poeti debbano fare una poesia schietta, sincera: pertanto contrappone l’onestà di Manzoni alla disonestà di D’Annunzio.
Mentre D’Annunzio e i dannunziani ricercano la “parola alata”, e gli ermetici la parola scabra, ricca di suggestione musicale, Saba ricorre al lessico quotidiano, fresco e immediato.
Riguardo i contenuti, Saba predilige gli aspetti della vita quotidiana, anche i più umili e dimessi (luoghi, persone, paesaggi, animali, Trieste con le sue strade partite di calcio), sentendosi parte integrante di essi. Saba si vantò di essere “il poeta più chiaro del mondo”. Paragonata ai poeti suoi contemporanei, la sua poesia non risulta mai un monologo tortuoso e oscuro, ma un colloquio aperto e cordiale con il lettore, fatto da uomo a uomo. Egli volle “esser come tutti gli uomini di tutti i giorni” (Il borgo). Pertanto, Saba è estraneo ai narcisismi culturali del suo periodo, e riprende i metri della tradizione. Anche il titolo della sua raccolta, Canzoniere, sottolinea il suo legame con la tradizione. Tuttavia, la sua poesia è nuova e moderna, interprete efficace del dramma esistenziale dell’uomo contemporaneo, sul quale Saba sparge il balsamo di una parola consolatrice. Questo spiega la sua fortuna presso il grosso pubblico, che lo sente uno spirito umile e fraterno, diverso dagli altri che sembrano chiusi nel loro aristocratico isolamento. L’estraneità di Saba agli sperimentalismi della poesia italiana del Novecento è dovuta anche all’ambiente in cui si formò, Trieste, una città più aperta agli influssi della cultura europea. Ma, a mano a mano che la sua cultura da autodidatta si allarga, egli viene sempre più a contatto con la letteratura italiana del Novecento, senza però lasciarsene travolgere, rimanendo schivo e solitario, fedele alla sua concezione della poesia come espressione di amore e umana pietà, come strumento di sollievo alla pena della vita.

UMBERTO SABA: POESIE. Il critico Giacomo Debenedetti distingue il “momento oggettivo” di una narrazione fatta in tono dimesso, dal “momento speculativo”, cioè dalle riflessioni su di sé e sul dramma esistenziale dell’uomo contemporaneo. Per questo alternarsi di momenti oggettivi e speculativi, sempre compresenti nella poesia della maturità, si è parlato per Saba di “verismo lirico” di suggestione leopardiana. E idilli leopardiani sembrano tante poesie di Saba, perché partono da una notazione realistica e si elevano a considerazioni universali.