Rinascimento e Barocco

  • Materia: Rinascimento e Barocco
  • Visto: 587
  • Data: 11/07/2013
  • Di: Redazione StudentVille.it

Jacopo da Pontormo

vita e opere di Pontormo

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Jacopo Carrucci conosciuto come Jacopo da Pontormo nacque a Pontorme nel 1494; fu pittore Italiano che si occupò di rinnovare gli schemi tradizionali. Pontormo si formò presso la bottega del Ghirlandaio, ma stando alle notizie fornite dal Vasari frequentò anche la bottega di Piero di Cosimo, Fra Bartolomeo e Andrea del Sarto. Considerato il più grande manierista toscano, stilisticamente fu in grado di utilizzare la tecnica dello sfumato di Leonardo, la classicità di Raffaello e la plasticità di Michelangelo; tra le prime opere realizzate vi sono una Madonna annunciata e una pala con l’annunciazione di San Gallo eseguite nel 1512. Leone X gli commissionò la Santissima Annunziata e tra il 1512-13 Andrea del Sarto gli affidò la realizzazione della Visitazione. Nel 1517 realizzò il pannello con le Storie di San Giuseppe ebreo per la camera nuziale Borgherini. Nel 1519 su richiesta di Ottaviano de Medici decora il salone della villa a Poggio a Caiano; eseguì una lunetta con la raffigurazione di Vertumno e Pomona. Intorno al 1522 decorò le lunette del chiostro della Certosa di Firenze con scene della Passione lasciando incompleta l’ultimo pannello con l’inchiodamento alla croce di cui ne rimane solo il disegno preparatorio. Successivamente realizzò la tela con la cena in Emmaus. Intorno al 1525 fu chiamato a Firenze da Jacopo per entrare nell’Accademia del Disegno; l’anno successivo decorò la cappella Capponi situata all’interno della chiesa di Santa Felicita, per l’altare creò la pala raffigurante il trasporto di Cristo al sepolcro. Nel 1536 su commissione di Cosimo de Medici eseguì gli affreschi nella villa medicea di Castello. Nel 1529 realizzò gli Undicimila martiri. Dal 1456 si occupò di realizzare la decorazione del coro della chiesa di san Lorenzo, ma gli affreschi furono distrutti intorno al 1738. Pontormo; nell’ultimo periodo della sua vita scrisse un Diario che attualmente è conservato presso la biblioteca nazionale centrale di Firenze. Morì nel 1557 e fu sepolto nella cappella di san Luca presso la basilica della Santissima Annunziata.

Opere:
o Cristo davanti a Pilato: il dipinto fu eseguito tra il 1523-25 ed insieme alle lunette con le storie della Passione decoravano il chiostro della Certosa. Al centro della scena troviamo la raffigurazione del Cristo con l’addome piegato in avanti e il capo piegato, circondato da diversi personaggi che gli muovono accuse; a sinistra troviamo Pilato con accanto due consiglieri, a destra  gli anziani del popolo ed in basso soldati. In basso al centro vi sono due figure raffigurate a mezzo busto. La scena è ambientata su una terrazza dove sullo sfondo compare un servitore che porta una brocca e un bacile. La composizione della scena è simmetrica, Pontormo utilizza linee ondulate per sottolineare i gesti dei vari personaggi ed anche per il panneggio. L’affresco staccato dal luogo originale , attualmente è conservato presso il Museo della Certosa a Firenze.

o La deposizione: dipinto olio su tavola intorno al 1526-28; la raffigurazione riprende una Pietà, i personaggi sono raffigurati in atteggiamenti disperati, in primo piano a sinistra vi sono due personaggi che trasportano il Cristo morto, in alto a sinistra si eleva una figura femminile sporgendo con dolcezza avanti la testa del Cristo, mentre a sostenere la mano sinistra del Cristo vi è un’altra donna volge il volto verso la Madonna. La parte centrale del dipinto è occupata dalla figura di Maria raffigurata con il volto straziato ed una donna in primo piano, identificata come la Maddalena le porge un fazzoletto; a sinistra della Madonna si trova una figura anziano che le volge uno sguardo preoccupato.  La figura  isolata a destra che volge lo sguardo verso lo spettatore è l’autoritratto dell’artista. I colori utilizzati dal Pontormo sono chiari e toni pastello tra cui verde, azzurro e rosa. La scena manca di prospettiva, le figure sono allungate per conferirne drammaticità. Il dipinto è attualmente conservato presso la cappella Capponi nella chiesa di Santa Felicita a Firenze, la cappella fu acquista nel 1525 da Ludovico Caponi incaricando fin da subito Pontormo per la decorazione.
 

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