Schede Libri

  • Materia: Schede Libri
  • Visto: 16382
  • Data: 2004
  • Di: Redazione StudentVille.it

Il sentiero dei nidi di ragno

Analisi de "Il sentiero dei nidi di ragno" di Italo Calvino.

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TRAMA

Pin, bambino del Carrugio, non ha niente di cui spartire con i suoi coetanei. Lui é l'amico dei grandi, il bambino vecchio, si riempie le narici del tabacco che riesce a scroccare ai clienti della sorella, prostituta, la Nera del Carrugio.

Siamo negli anni dell'occupazione tedesca, e i grandi dell'osteria di Pin farneticano su Gap, Resistenza e quant'altro. Pin non comprende a fondo questi discorsi, ma pur di farsi notare si lascia incastrare in un'impresa difficoltosa: rubare la pistola del marinaio tedesco in quei giorni cliente della sorella per poi riportarla all'osteria, ai grandi, gli unici amici di Pin, il bambino che le madri non lasciano frequenti i loro figli. Pin s' intrufola nella camera in penombra della sorella, e riesce a compiere l'impresa. Ma tornato all'osteria  nessuno gli dà retta, nessuno domanda se Pin é riuscito nella missione affidatagli. Pin é confuso, deluso, vorrebbe sentirsi gratificato per quel gesto, non capisce come possano essere tali i giochi dei grandi. É notte. Pin nasconde la sua pistola in un posto solo a lui noto, il sentiero di nidi di ragno, poco prima di essere arrestato da una squadra tedesca, in cerca di chi aveva appena sparato.

In carcere Pin incontra il leggendario Lupo Rosso, il partigiano di appena 16 anni; la gente sussurra sempre il suo nome alla notizia di un attentato o di una bomba di cui non si conosce il colpevole. Pin durante gli interrogatori ha compreso che la sua permanenza in prigione non ha nulla d'eroico. Il Francese, arrestato anche lui, per cui Pin si é lasciato picchiare senza lasciarsi sfuggire una parola, é uscito di galera, arruolatosi nelle brigate nere. Non c'é nessun ideale per cui lottare, persone per cui sacrificarsi. Così Pin cerca di convincere Lupo Rosso a coinvolgerlo nel suo piano di fuga, e quest'ultimo, fuori galera lo abbandona, in un bosco. Pin viene raccolto da Cugino, un uomo della banda del Dritto, che lo porta al campo con lui. La banda del Dritto é un gruppo di sbandati, uomini giudicati inaffidabili dagli alti comandi perché "senza coscienza di classe". Pin si trova a suo agio, ha scoperto un posto nuovo dove può divertirsi a canzonare gli adulti, sentirsi importante, e in più vivere il brivido d'un avventura. Ciò nonostante Pin non ha ancora trovato un vero amico, qualcuno a cui rivelare il segreto del sentiero dei nidi di ragno.

Pin non comprende gran parte delle decisioni dei grandi, di questo affannarsi per le armi e per le donne, la loro apparente incoerenza nei pensieri.

Pelle é anche lui della banda del dritto, parla sempre di donne e di armi, con storie affascinanti. Fa intendere a Pin che conosce bene anche sua sorella. Pin ha deciso: a lui svelerà il segreto della pistola nascosta e dl sentiero dei nidi di ragno. Dopo un incendio al campo, fanno la loro comparsa Ferriera e Kim, due partigiani d'alto rango. Chiedono spiegazioni a proposito dell'incendio, ma hanno anche dell'altro: qualcuno della banda ha tradito Pelle.

Si é presentato alla brigata nera e ha fatto fucilare quattro partigiani. Adesso collabora con loro. Pin ad un tratto pensa alla pistola: a Pelle che la porta ben oliata appesa al cinturone. Pelle non deve restare impunito. Lupo Rosso non può lasciare impunito un traditore. Lupo Rosso é implacabile.
Pelle é morto, e Lupo Rosso ha fatto inventario delle sue armi. Ma la pistola di Pin, la P-38 manca alla collezione. Durante l'ultima azione, in cui tutti erano andati a combattere a valle, erano rimasti al campo solo il Dritto e La Giglia, la moglie del cuoco, e intese il tradimento nell'aria. Ora é giunto il momento di rivelare tutto, per Pin, disgustato dal loro comportamento. Non c' é molto altro da fare. Pin se ne va dal campo del dritto, lasciandosi dietro le rivendicazioni sul capo da parte dei propri uomini.  Scopre che il suo posto segreto é stato devastato, e della pistola nessuna traccia. La ritrova a casa della sorella, regalatale da uno della brigata nera, un tizio sempre raffreddato. Pin la prende e scappa via.  É notte. Camminando per i beudi Pin piange, singhiozzando sempre più rumorosamente. Ad un angolo gli si profila una figura umana. Cugino. Si stava dirigendo a valle da una prostituta. Pin rimane solo, temendo che venga preso dalle squadre fasciste. Cugino ritorna subito dopo, con aria sconsolata. A domanda di Pin risponde che é tornato subito perché gli é venuto schifo. Ecco il grande amico di Pin.
É notte. Ci sono le lucciole, bestie splendide viste da lontano, schifose anche loro, viste da vicino.

OSSERVAZIONI STRUTTURALI

Il libro non presenta nessuna nessuna anacronia. Le descrizioni sono rare e scarne, prediligendo la narrazione e i dialoghi, in discorso diretto. e le azioni sono raccontate al tempo presente, con narratore esterno. La focalizzazione é sul personaggio di Pin, vero e unico protagonista del racconto, e il narratore ci da partecipi dei suoi dubbi e riflessioni sul mondo degli adulti. Il personaggio di Pin non si evolve particolarmente, nel corso del racconto, tenendo fede alla sua presentazione iniziale da parte dell'autore, se non per una più sottile capacità di cogliere le vere intenzioni degli adulti, che spesso per lui sono mascherate da comportamenti che lui ritiene un gioco.

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