Storia

  • Materia: Storia
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  • Data: 31/10/2012
  • Di: Redazione StudentVille.it

Gli anni 90: la prima guerra del Golfo e il conflitto nella ex Jugoslavia

La prima guerra del Golfo e la guerra in ex Jugoslavia.

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1. LE ORIGINI DELLA PRIMA GUERRA DEL GOLFO

Con l’espressione prima guerra del Golfo (2 agosto 1990–28 febbraio 1991) si intende generalmente il conflitto che oppose l’Iraq ad una coalizione composta da trentacinque Stati
formatasi sotto l’egida dell’ONU e guidata dagli Stati Uniti, con lo scopo di ripristinare la violata
sovranità del piccolo emirato del Kuwait, dopo che questo era stato invaso dall’Iraq. Il 2 agosto del
1990 il presidente iracheno Saddam Hussein invase il vicino Stato del Kuwait. Le Ragioni
dell’invasione furono diverse:

  • in primo luogo possono essere interpretate come volontà di una prova di forza con gli Stati Uniti ed i suoi alleati
  • in secondo luogo come rivendicazione dell’appartenenza del Kuwait alla comunità nazionale irachena, nonostante l’Iraq avesse tempo addietro riconosciuto l’indipendenza del piccolo Emirato del golfo Persico

L’invasione del Kuwait provocò immediate sanzioni da parte dell’ONU che lanciò un ultimatum,
imponendo il ritiro delle truppe irachene. La richiesta non conseguì risultati e il 17 gennaio 1991 le
truppe americane, supportate dai contingenti della coalizione, penetrarono in territorio iracheno. Le
operazioni di aria e di terra furono chiamate, dalle forze armate statunitensi, Operation Desert
Storm. In pochi giorni, dopo una serie di bombardamenti, l’avanzata delle forze di terra conquistò il
suolo iracheno, costringendo, il 26 febbraio 1991, Saddam Hussein ad ordinare il ritiro delle truppe
dal Kuwait, che fu liberato definitivamente due giorni dopo.
 

2. GLI ACCORDI POSTBELLICI

Gli accordi postbellici restrinsero molto il raggio d’azione di Saddam Hussein. Nello specifico:

  • le Nazioni Unite imposero a Baghdad di rinunciare alla costruzione di armi di distruzione di massa (armi chimiche, biologiche o nucleari)
  • i paesi del Golfo, confinanti con l’Iraq, acconsentirono ad ospitare basi statunitensi in cui aerei USA e britannici avevano il compito di sorvegliare le due “no-fly zones”.
     

3. CARATTERISTICHE DELLA GUERRA

Secondo le previsioni della Casa Bianca, la guerra avrebbe rappresentato un esempio della più avanzata tecnologia bellica. I missili impiegati, le cosiddette “bombe intelligenti” (destinate esclusivamente a target militari) lanciate dagli aerei “invisibili” avrebbero dovuto impedire inutili massacri della popolazione civile. La guerra del Golfo è nota anche come la prima “mediatica”: le immagini dei bombardamenti di Baghdad vennero trasmesse in diretta dalla televisione americana CNN.
 

4. LA TRAGEDIA DELL’EX IUGOSLAVIA

Notoriamente tragiche sono le vicende storiche che hanno condotto alla disgregazione della Iugoslavia, che diede origine a cinque Stati. La Jugoslavia era originariamente uno Stato multinazionale creato artificialmente alla fine della Prima Guerra mondiale. Dopo il 1945, l’unità era stata possibile soltanto grazie al prestigio e all’abilità politica del maresciallo Josip Broz Tito. Dopo la sua morte (maggio 1980) l’unione entrò in crisi e la caduta del comunismo scatenò definitivamente il conflitto tra le varie etnie e nazionalità. La Slovenia e la Croazia a dichiararsi furono i primi Stati a dichiararsi indipendenti (1991).

Nel territorio croato risiedevano tuttavia minoranze serbe: la Serbia entrò dunque in guerra contro la
Croazia con l’intenzione di conquistare tutti i territori abitati da serbi. Poco dopo si dichiarò
indipendente la Bosnia-Erzegòvina, regione in larga parte musulmana, abitata da consistenti
minoranze serbe e croate. La Serbia intervenne militarmente anche contro la Bosnia, sia direttamente sia armando e rifornendo le organizzazioni militari dei serbi bosniaci. La Croazia utilizzò la stessa politica aggressiva, ufficialmente per difendere le proprie minoranze presenti nel territorio bosniaco. A seguito di questi avvenimenti, mentre la guerra in Croazia terminò senza vincitori né vinti, la Bosnia divenne teatro di una guerra estremamente sanguinosa. Le sue città, a partire dalla capitale Sarajevo, vennero drammaticamente bombardate; le vittime civili furono calcolate in oltre duecentomila. Una pace raggiunta assai faticosamente (1995) e garantita dalla presenza dei soldati della NATO, dette vita a uno Stato bosniaco formalmente unitario, ma in realtà tripartito fra le diverse etnie (musulmani, serbi, croati).

Intanto anche la Macedonia si è resa indipendente, mentre le minoranze albanesi del Kosovo e
quelle ungheresi della Vojvodina mal sopportano il dominio serbo. In Kosovo i contrasti tra gli
abitanti di origine serba e quelli di etnia albanese hanno determinato nel 1999 nuova guerra,
pacificata solo dall’intervento dell’ONU.

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