Storia Antica

  • Materia: Storia Antica
  • Visto: 7256
  • Data: 2004
  • Di: Redazione StudentVille.it

Cronologia delle Invasioni Barbariche

Cronologia delle Invasioni Barbariche nell'Impero Romano, secolo per secolo.

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III secolo a.C.

Nordeuropa: per effetto di un peggioramento del clima nordico e delle carestie conseguenti a tale cambiamento, alcuni popoli scandinavi sono costretti ad abbandonare le loro primitive sedi. Nel corso del III sec. a.C., gli Sciri e i Bastarni, risaliti i corsi della Vistola e del Dnjestr, si stabiliscono nelle steppe dell’odierna Ucraina. I Cimbri del Fiordo di Oslo, i Lugi della Romerike e i Vandali dell’Haddingjar e dell’Uppland passano invece nello Jutland e proseguono il loro cammino in direzione delle foci dell’Oder. Alla fine del III sec. a.C., anche i Rugi del Rogaland e i Burgundi del Nord Berghuus si stanziano nella Pomerania orientale tra il fiume Oder e il Persante, dopo aver fatto tappa, i primi, nell’isola di Ruegen e, i secondi, in quella di Bornholm.

Mediterraneo: Le vittorie conseguite dai Romani nel corso della Prima (264-241 a.C.) e della Seconda "guerra punica" (218-201 a.C.) assicurano loro l’egemonia nel Mediterraneo occidentale.

Steppe euroasiatiche: la progressiva diminuzione delle precipitazioni atmosferiche costringe gli Avari, un con­glomerato di tribù mongoliche insediate tra il Targum e la Corea, a migrare verso occidente. Tale spostamento in­nesca quindi un processo migratorio che finisce con l’interessare anche gli Unni, un’aggregazione di genti di lingua turca stanziate a nord del fiume Ordos, e i Sarmati, una stirpe iranica insediata a nord e ad oriente del Mare di Aral. Sospinti da oriente dalle orde turche che avanzano nell’Asia centrale, i sarmati Alani -i progenitori degli attuali Ossezi- sono costretti a migrare in direzione delle steppe del Mar Caspio.

II secolo a.C.

Nord-Centroeuropa: intorno al 120 a.C., una carestia, determinata a quanto pare da una serie di inondazioni e di tempeste di sabbia, costringe i Cimbri che si erano insediati nel frattempo nell’Himmerland e i Teutoni stanziati nel Thyland a migrare alla ricerca di nuove terre. Respinti dalla Boemia dai Celti Boi e allontanati dalla valle della Sava dagli Scordisci, i due popoli germanici ripiegano sul Norico e si scontrano con i Romani nei pressi di Noreia (113 a.C.). Vincitori in battaglia, si dirigono quindi alla volta del Reno e passano in Gallia (109 a.C.). Di lì i Cimbri proseguono il loro cammino verso la penisola iberica ma sono respinti dai Celtiberi. I due popoli tentano quindi di invadere l’Italia. Li ferma il console Gaio Mario, che annienta i Teutoni ad Aquae Sextiae (102 a.C.) e stermina (ai Campi Raudi e presso Vercelli) i Cimbri scesi nella penisola attraverso la valle dell’Atisone (101 a.C.).

Mediterraneo: con il ridimensionamento del regno di Siria (198-178 a.C.), la conquista della Macedonia e della Grecia (215-146 a.C.), la distruzione di Cartagine (149-146 a.C.) e di Corinto (146 a.C.), le vittorie sui Celtiberi (133 a.C.), l’annessione della Gallia meridionale (125-120 a.C.), e la conquista della Numidia (111-105 a.C.), l’im­perialismo romano conosce il suo momento culminante.

Steppe euroasiatiche: gli Alani si insediano tra il Don e il Danubio. Nel territorio sottoposto al loro controllo e, in particolare nella zona tra il Don e dal Donec, penetrano alcune tribù slave  provenienti dal corso superiore della Vistola e del Bug. Gli Slavi vengono così a trovarsi sotto l’influenza politica e culturale sarmatica.

I secolo a.C.

Nord-Centroeuropa: delle inondazioni nel Vaestergoetland e forse delle esondazioni del lago Vener determinano, intorno alla metà del I sec. a.C., una carestia che dà origine ad un nuovo fenomeno migratorio: i Goti del Goetland sbarcano alle foci della Vistola, assoggettano i Burgundi, i Vandali e gli slavi Venedi e si stabiliscono tra la Pos­nania e la Masuria; i Sassoni sbarcano sull’estuario dell’Elba; i Longobardi, originari della Scania, si insediano nel bacino dell’Elba, in una regione nota ancora nel Medioevo con il nome di Bardengau. Lo spostamento dei Longobardi, inquadrabile dunque in un più complesso ambito di migrazioni dei Germani della Scandinavia, deter­mina una serie di ripercussioni a catena: i Frisoni dell’Elba prendono dimora più ad ovest sulle rive del Weser; i Cauci, stanziati lungo questo fiume, sono costretti dai Sassoni a spostarsi sulle rive dell’Ems; infine gli Harudi, lasciate le loro sedi sulla costa occidentale dello Iutland (Hardsyssel), prendono parte alla coalizione che, sotto il comando del re svevo Ariovisto, oltrepassa il Reno e viene sconfitta in Gallia da Giulio Cesare nel 58 a.C.

Mediterraneo - Centro Europa: Roma si espande ai danni dei Celti dell’Europa occidentale e centrale: conquista della Gallia (), sottomissione dell’Illirico (13-9 a.C.). I Romani penetrano in Germania fino all’Elba (9 a.C.): i Qua­di e i Marcomanni,  costretti dall’avanzata delle legioni a ripiegare verso sud est, sconfiggono i Boi e si stanziano in Boemia. I due popoli, così come i Frisoni e i Cauci (confinanti a est con i Longobardi), entrano nella sfera d’in­fluenza politica ed economica di Roma.

I secolo

Fronte germanico: una nuova spedizione militare fino all’Elba (4-5 d.C.) consolida le conquiste romane in Germa­nia e argina l’espansione dei Marcomanni: costoro, sottomessi i Lugi e i Vandali dell’Oder e i Semnoni e i Longo­bardi dell’Elba, stavano infatti per dar vita ad uno stato germanico. I Germani, guidati dai Cherusci di Arminio, si ribellano al dominio romano e distruggono tre legioni  nella Selva di Teutoburgo (9 d.C.). Una nuova offensiva romana, per mare e per terra, ottiene delle vittorie difficili, costose e poco efficaci (14-16 d.C.). Le armi cedono perciò il passo alla diplomazia: l’imperatore Tiberio decreta l’evacuazione del territorio tra l’Ems e l’Elba e incom­incia una politica di accordi con gli Hermunduri, i Marcomanni e i Sarmati Iazigi. Si registrano inoltre: degli scon­tri sul Danubio con i Bastarni (62); la repressione della rivolta dei Batavi e dei Frisoni (69-70); le infruttuose campagne dell’imperatore Domiziano contro i Catti (83-85 d.C.); la guerra contro i Quadi e dei Marcomanni (88-92).

Altri fronti: Romani conquistano la Bretagna (42-60 d.C.) e si accingono a conquistare la Dacia (101-6).

II secolo

Nord-Centro Europa: alla fine del I secolo, un popolo consanguineo dei Goti, i Gepidi, sbarcato presso le foci della Vistola, comincia a risalire il corso di questo fiume. Incalzati dai Gepidi (metà del II sec.), i Goti si spostano quindi verso l’Alta Vistola e costringono i Vandali ad emigrare a loro volta in direzione dei Sudeti e dei Carpazi. Al tempo stesso, i Burgundi, vinti e cacciati dai Gepidi, penetrano nel territorio dei Semnoni, che si riversano sugli Svevi costringendoli a risalire la valle del Neisse  Sotto la congiunta pressione sveva e vandalica, i  Quadi e i Marcoman­ni, popoli clienti dei Romani stanziati nell’odierna Boemia, dilagano all’interno dei confini dell’Impero (167 d.C.), assediano Aquileia e saccheggiano Oderzo mentre i Sarmati (Iazigi, Costoboci, Roxolani) irrompono nella peniso­la balcanica. La guerra contro questi popoli viene risolta, vittoriosamente ma non senza gravi difficoltà, dall’im­peratore romano Marco Aurelio (180 d.C.).  In Britannia, per contenere la pressione dei Picti e degli Scoti vengono costruiti i valli di Adriano (122-130 d.C.) e di Antonino Pio (143 d.C.)

Steppe euroasiatiche: sotto la pressione degli Unni, ormai giunti nelle steppe che si estendono a nord del Caucaso tra i fiumi Manic e Kuban, gli Alani perpetrano delle incursioni nell’odierno Azerbaigian e nelle province romane di Armenia e Cappadocia (136) attraverso i passi caucasici noti ancora oggi con il nome di "Porte degli Alani".

III secolo

Nordeuropa - steppe euroasiatiche: tra la fine del II e gli inizi del III secolo d.C., i Goti penetrano nell’attuale Ucraina attraverso le valli dei fiumi Bug, Pripet e Dnjepr. I loro "inseguitori", i Gepidi incalzati a loro volta dagli Eruli originari dello Halland, e da una seconda ondata di Goti, si stabiliscono invece sul Basso Danubio. Le sedi cui pervengono gli Eruli e i neo-venuti Goti sono rispettivamente: la regione compresa tra il il Dnjepr, il Mare d’Azov e la penisola di Taman. Gli spostamenti di questi popoli germanici accelerano la marcia dal Baltico al Mar Nero degli Slavi: gli Anti si insediano nel bacino del Don e del Donez, i Serbi  tra il basso Volga e il Caucaso,  i Croati alle foci del Don.

Mediterraneo: approfittando dell’anarchia politica e delle guerre tra Roma e i Persiani,  i Germani, riunendosi in leghe di carattere militare, perpetrano delle scorrerie ai danni dell’Impero:

•    I Goti (prima della divisione in Visigoti e Ostrogoti  249 ca.): saccheggiano le città greche del Mar Nero sotto­poste al protettorato romano (Olbia nel 238 e Tyras nel 240). I Visigoti: saccheggiano Philippopolis (250) e sconfiggono l’imperatore romano Decio (caduto in battaglia) ad Abrittus (251). Gli Ostrogoti e i Visigoti di nuovo coalizzati nel 266-267: saccheggiano Atene e Corinto e penetrano in Macedonia fino a Nis (266-267). Infine, i Goti della Crimea e gli Eruli: compiono delle spedizioni piratesche, i primi, ai danni delle città di Pit­yus e Trapezunte (256), i secondi, contro Calcedonia, Efeso e le coste della Ionia.

•    I Marcomanni: premuti dai Vandali Silingi, a loro volta incalzati dai Burgundi, si stanziano nella Pannonia Superiore nei pressi di Carnuntum (259)

•    I Vandali e i Sarmati: perpetrano delle incursioni nella Pannonia Inferiore

•    Gli Alamanni sfondano le difese imperiali poste sul Reno (254) e vengono sconfitti dall’imperatore romano Gallieno nei pressi di Milano (260), dopo aver distrutto il castrum di Vindonissa e saccheggiato le città di Aventicum e di Tarraco. Dieci anni dopo (270), alleatisi alla Lega degli Iutungi, penetrano in Italia attraverso i passi alpini (Canal del Ferro, Brennero, Gran S.Bernardo), sconfiggono nei pressi di Piacenza l’imperatore Aureliano che riesce tuttavia a vincerli nel 271 a Fano e presso Pavia.

•    I Franchi (lega di Cauci, Camavi, Bructeri, Salii, Usipeti, Tencteri) saccheggiano, tanto per mare che per terra, le province romane della Germania Inferiore e della Gallia Belgica (260-262, 269-270, 275-280).

•    Gli Angli (stanziati nella regione di Angel, sulla costa orientale dello Schleswig), gli Iuti (provenienti dallo Jutland), i Frisoni (insediati presso le rive del Weser) e i Sassoni (confinanti sull’Elba con i Longobardi) incominciano verso la fine del secolo le loro incursioni piratesche ai danni  delle coste della Britannia.

IV secolo

Impero romano: sotto i regni di Diocleziano e di Costantino, Roma riporta delle importanti vittorie sugli Alaman­ni nella regione del Reno e dell’Alto Danubio, sui Sarmati in Mesia e in Pannonia (322) e sui Goti sul Basso Danubio (315, 323, 332). In particolare è l’imperatore Giuliano a riprendere l’offensiva nel barbaricum: Giuliano oltrepassa infatti per ben quattro volte il Reno (358-361). L’imperatore concede ai Franchi Salii di insediarsi nella Toxandria, -a nord est dell’attuale città di Anversa-, in qualità di federati (358). Tra il 367 e il 375 anche dei con­tingenti di Franchi e Alamanni ottengono il permesso di stabilirsi come federati in Britannia.

Steppe euroasiatiche: tra il 374 e il 375, gli Unni sconfiggono presso i monti Iassar gli Ostrogoti e gli Alani e costringono i Visigoti a rifugiarsi nel territorio imperiale. Gli Ostrogoti e i Visigoti si insediano come federati rispettivamente in Pannonia (380 d.C.) e nella Mesia inferiore (dove entrano in conflitto con i Romani: battaglie di Marcianopolis, 376 d.C., e di Adrianopolis, 378 d.C.). Nel 395 i Visigoti penetrano in Tracia e in Macedonia e pros­eguono le loro scorribande fino in Grecia. Di fronte all’avanzata unna, anche le tribù slavo-sarmatiche degli Anti, dei Serbi e dei Croati sono costrette a rifugiarsi nei territori (la Galizia, la Slesia e la Boemia orientale) abbandonati, sotto la pressione dei Longobardi, dai Quadi e dai Marcomanni. I due popoli germanici si stabiliscono quindi tra il Lech, l’Inn e il Danubio, dove assumono il nome di Boiovari>Bavari (uomini della Boemia).

V secolo

L’imperatore d’Oriente Arcadio, desideroso di allontanare i Visigoti da Costantinopoli, li indirizza contro l’impero d’Occidente. I Visigoti scendono quindi per tre volte in Italia: nel 401-402  saccheggiano Aquileia e sono respinti a Pollenzo nella valle del Tanaro; nel 403 assediano Verona; nel 410 espugnano Roma e si spingono verso sud. Dopo la morte del loro re Alarico a Cosenza, risalgono la penisola ed entrano in Gallia con il titolo di federati. An­che gli Ostrogoti del re Radagaiso discendono in Italia ma sono fermati nei pressi di Fiesole (406). Nello stesso anno i Burgundi, i Vandali, gli Svevi e gli Alani, vinti i Franchi federati dell’Impero, attraversano il Reno a Ma­gonza: i Burgundi sono ammessi  come federati nel territorio compreso tra le città di Worms e Magonza (408). I Vandali, gli Svevi e gli Alani, attraversata la Gallia, penetrano invece nella penisola iberica (409) dove ottengono, in qualità di federati, delle terre: i Vandali Asdingi e gli Svevi la Galizia, i Vandali Silingi la Betica; gli Alani la zona tra la Lusitania e la Cartaginese. Sconfitti dai Visigoti (417-418), i Vandali ripiegano verso sud: saccheggiano Cartagena e Siviglia (425), passano lo stretto di Gibilterra (429), penetrano in Africa, assediano Hippona (430), ottengono come federati la Numidia (432) ed espugnano Cartagine (439).

Nel frattempo gli Unni di Attila, dopo aver esteso il loro dominio su Ostrogoti, Gepidi, Sciri, Rugi e Alani, mas­sacrano presso Mundiacum (436) i Burgundi i cui superstiti ottengono di stabilirsi come federati nell’odierna Savoia (443). Gli Unni si volgono dapprima contro l’Impero d’Oriente (distruzione di Viminacium, Singidunum, Naissus, Margos, Philippopolis, Arcadiopolis, Marcianopolis). ma vengono persuasi dalla diplomazia e dal denaro bizantino a dirigersi contro l’Impero d’Occidente: sono però sconfitti dalle truppe visigote, franche e bagaude del magister militum Ezio ai Campi Catalaunici (451). Attila penetra quindi in Italia attraverso le Alpi Orientali, asse­dia e distugge Aquileia, Concordia, Altino, Padova, Vicenza, Verona, Brescia e Bergamo. Conquistato il Nord Ita­lia, si dirige verso Roma (452) ma viene convinto a ritirarsi: penetra nel Norico, distrugge Augusta e torna in Pannonia. Alla sua morte, i popoli germanici da lui assoggettati, si ribellano agli Unni e li sconfiggono.

Dopo il tramonto della potenza unna (454), gli Ostrogoti di Teodorico, già clienti di Attila, si riavvicinano all’Impero e ottengono come federati la regione del lago Balaton. Ciò non impedisce loro di passare in Mesia (475), in Macedonia (479), in Epiro (480) e infine nella Dacia Riparia (483).

In Italia, Odoacre, il comandante dell’armata romana (composta in realtà da mercenari Eruli, Sciri, Rugi), destitu­isce l’imperatore Romolo Augustolo (476). Per impedire agli Ostrogoti, che si erano nel frattempo uniti ai Rugi sconfitti da Odoacre presso Vienna nel 487, di marciare contro Costantinopoli (488), l’imperatore d’Oriente li es­orta invadere l’Italia. Teodorico sconfigge Odoacre sull’Isonzo e presso Verona e conquista la penisola (489). Nel­lo stesso anno i Longobardi si stabiliscono nell’attuale Bassa Austria come clienti degli Eruli.

Si susseguono, tra il 459 e il 475, le incursioni dei Franchi, rimasti a differenza dei Salii, ad oriente del Reno (Ma­gonza viene distrutta, Colonia occupata, Treviri saccheggiata quattro volte).  Il loro re Clovis espande il suo do­minio dapprima fino al fiume Somme (486) e poi fino alla Loira.

Si intensificano dopo il 449 gli stanziamenti di Iuti, Angli e Sassoni sulle coste della Britannia: i primi nel Kent, nell’isola di Wight e nell’Hampshire; i secondi nella regione Anglia; i Sassoni sugli estuari del Tamigi e dell’Hum­ber. La penetrazione germanica induce i Celti dell’isola a migrare alla volta dell’attuale Bretagna. A partire dal 494, i Visigoti espandono il loro regno a tutta la penisola iberica ad eccezione della Galizia occupata dagli Svevi.

VI secolo

Nord Europa: i Danesi della Scania e dell’isola di Syaelland si fondono con gli Iuti, gli Angli e con gli Head­hobeardan (i Longobardi). Gli Svedesi (Suiones, Svear) assimilano i Goti rimasti nel sud della Scandinavia. Nel 520 si registrano le prime scorrerie dei vikinghi Danesi in Frisia. In Britannia i Sassoni riprendono l’offensiva con­tro i Celti di Somerset e di Devon provocandone la migrazione verso l’Armorica, l’attuale Bretagna. La battaglia di Dyrham (577), l’ultima di una lunga serie di scontri, assicura loro il controllo di tutta l’isola ad eccezione della Cornovaglia e del Galles.

Mediterraneo-Centro Europa: i Franchi sconfiggono i Visigoti e conquistano l’Aquitania (507). Sottomettono poi la Turingia (530), occupano il regno dei Burgundi (534) e sottraggono (537) la Provenza agli Ostrogoti. L’im­peratore d’Oriente Giustiniano sottomette i Vandali in Africa (533-534) e sottrae ai Visigoti la regione tra il Guad­alquivir e il Jucar. Muove poi guerra agli Ostrogoti e riconquista l’Italia (535-553). La Savia e la Pannonia Secunda, già appartenute agli Ostrogoti sono cedute ai Longobardi i quali, sconfitti gli Eruli (510), avevano esteso il loro dominio dal bacino boemo alla Pannonia settentrionale. I Bavari del Norico, già clienti degli Ostrogo­ti, passano sotto il protettorato dei Franchi (555).

Steppe euroasiatiche: Una nuova ondata di Avari si affaccia sulle rive del Volga. Gli Avari approfittano della lotta fratricida tra le due tribù unne degli Utiguri e dei Kutriguri e, soggiogati i Bulgari del Mare d’Azov e gli Slavi, estendono il loro dominio dal Volga alle foci del Danubio (560). Alcuni Bulgari trovano quindi rifugio presso i Longobardi Questi entrano in conflitto con l’Impero d’Oriente e con i Gepidi alleati dei Bizan­tini. Con l’aiuto degli Avari sterminano i Gepidi ma sono costretti a cedere la Pannonia ai loro alleati (568). Pen­etrano pertanto in Italia e conquistano la penisola (569-576). Gli Avari e i loro vassalli-alleati Slavi, dopo aver perpetrato una serie di incursioni in Macedonia, Tessaglia, Epiro (517), sulle coste dell’Adriatico (536), in Germa­nia fino a Ratisbona, affrontano i Franchi sull’Elba nel 561 e nel 566. In particolare, tra il 592 e il 600, gli Sloveni, penetrano in Istria e nel Veneto aprendosi la via fino al Tagliamento e raggiungendo il Dreiherrenspitz, il Dachstein e la città di Hallstaadt.

VII secolo

Nord Europa: nel 604 i Sassoni raggiungono il mare a Chester e si insinuano tra i Celti del Galles e quelli di Strath­clyde; la migrazione celtica verso la Bretagna tocca il suo apogeo.

Centro Europa: nel 623 gli Slavi della Moravia-Slovacchia, della Boemia, della Bassa Austria e della Lusazia si ribellano agli Avari e si unificano sotto la guida di Samo. Alla morte del condottiero (659), il suo regno si disgrega e sia i Serbi della Vistola, sia i Croati della Galizia occidentale accettano l’invito bizantino di insediarsi nei Balcani per combattere gli Avari.

Mediterraneo: Gli Arabi strappano all’Impero romano d’Oriente l’Egitto (639-642) e la Cirenaica (642). Pene­trano poi in Asia  Minore (651-653) e compiono delle incursioni piratesche ai danni delle città dell’Egeo.Con la presa di Cartagine (697) si assicurano il controllo di tutta l’Africa settentrionale costiera.

Steppe euroasiatiche: gli Avari sono sconfitti dai Bulgari (635-641) e dai Kazhari, un popolo turco che aveva fissato le proprie sedi a Balandjar tra il Caucaso, il passo di Derbent, il Don e l’Ural. Sotto la pressione dei Kazhari, i Bulgari lasciano il Caucaso e si stabiliscono nell’antica Mesia (681). Anche i Magiari lasciano le loro sedi sul fiume Kama per insediarsi tra il Volga e il Donez.

VIII secolo

Tra il 711 e il 720, gli Arabi si impossessano di tutto il regno dei Visigoti e oltrepassano i Pirenei. La loro espan­sione è fermata nell’ottobre del 732 a Poitiers dai Franchi del re Carlo Martello. Carlo Martello sottomette gli Ala­manni (709-712). Il suo successore, Carlo Magno, invade l’Italia longobarda, ne espugna la capitale Pavia (773-774) e viene proclamato (774) re dei Franchi e dei Longobardi. Carlo consolida poi il proprio dominio sui Bavari (788) e annienta gli Avari (796) ai cui superstiti concede di stabilirsi nel sud della Pannonia. Intanto sulle coste inglesi, irlandesi e franche della Vandea si intensificano i raids dei Vikinghi norvegesi.

Steppe euroasiatiche: l’impero dei Kazhari estende il suo dominio fino alla Crimea (720): sarà abbattuto nel 968 dal principe di Kiev Sviatoslav e dai nomadi Pecneghi, turchi dell’Ural e del Volga.

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