Storia Antica

  • Materia: Storia Antica
  • Visto: 9857
  • Data: 2005
  • Di: Redazione StudentVille.it

L'artigiano romano

Descrizione degli artigiani nell'antica Roma.

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Secondo Cicerone, "la bottega artigianale non si concilia affatto con la condizione di uomo libero" e "tutti gli artigiani praticano un basso mestiere".

Per Seneca, i compiti dell'artigiano sono "vili" e "volgari": "non hanno niente a che fare con le vere qualità dell'uomo". L'artigiano è relegato nella condizione di cittadino di seconda categoria. Le nostre informazioni sugli artigiani Romani sono contenute essenzialmente in tre generi di documenti:

- i testi nei quali essi costituiscono l'argomento principale

le iscrizioni che hanno lasciato

- i prodotti che hanno fabbricato

L'artigiano ci appare come un essere meschino e sfacciato; oppure egli definirà se stesso un maestro nella sua arte e un notabile nella sua città; o, ancora, avremo di lui un'immagine più oggettiva, ma terribilmente sbiadita.

Platone e Aristotele definiscono gli artigiani persone volgari e ignobili, indegni di essere considerati come cittadini. L'artista (pittore, scultore), o anche l'architetto si differenziano a malapena dall'artigiano agli occhi di coloro che fanno opinione.

Per i Romani, infatti, il vero autore di un'opera d'arte non è colui che l'ha creata, né il vero autore di un monumento è colui che l'ha edificato; l'autore è piuttosto il personaggio che ne ha chiesto e pagato l'esecuzione.

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