Storia Contemporanea

  • Materia: Storia Contemporanea
  • Visto: 6922
  • Data: 2004
  • Di: Redazione StudentVille.it

Gli Stati Uniti

Gli Stati Uniti: dagli anni “ruggenti” alla grande crisi del 1929

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Gli Usa avevano avuto un ruolo da protagonista nei Trattati di Pace, ma i disegni planetari di Wilson non erano piaciuti all’opinione pubblica. Alle elezioni del 1920 questi fu sostituito dal democratico Harding, fautore di una politica isolazionista, secondo cui gli Usa avrebbero dovuto usufruire delle risorse economiche del paese, incrementandole.

Dopo Harding salirono Coolidge e Hoover, i quali però si sono mostrati di scarso rilievo.
Questo periodo è ricordato anche per la proibizione della produzione e vendita delle bevande alcoliche: il cosiddetto proibizionismo, che però favorì le organizzazioni criminali e la nascita di grandi figure, come quella di Al Capone.
E’ anche l’età del Jazz, una nuova musica suonata soprattutto dai neri.

Contemporaneamente si ha l’esplosione dei consumi individuali e all’interno di ogni abitazione americana era possibile trovare l’aspirapolvere e una radio. Questo aumento dei consumi coincise con l’aumento dei salari dovuto ad un incremento della produttività e dei profitti.
Vennero favorite le grandi concentrazioni industriali come la Goodyear e la General Motors a discapito delle piccole società.

Sempre in questi anni nacquero forti contrasti dovuti prevalentemente a quella politica isolazionista che non voleva l’ingresso di immigrati nel paese. I contrasti più forti si ebbero tra bianchi e neri o cattolici e protestanti. Si ebbe anche un deciso affermarsi di associazioni che difendevano i valori tradizionali americani.

Per favorire l’acquisto dei beni anche alle classi operaie, le banche concessero una serie di crediti, e la piccola borghesia, attratta da futuri guadagni decise di investire in borsa.
Nel momento in cui si nutrivano maggiori sicurezze, i prodotti cominciarono a non essere più assorbiti dal mercato. La crisi di sovrapproduzione che si ebbe fu la causa del crollo della borsa di New York durante il giovedì nero di Wall Street in cui tutti i titoli azionari ebbero un evidente flessione.

Il primo tentativo di porre fine alla crisi, fu quello di immettere nel mercato europeo i prodotti in eccedenza ma il problema non si risolse. La crisi che era partita dai mercati americani, a poco a poco arrivò pure in Europa a causa dei grossi debiti che Francia ed Inghilterra avevano contratto con gli Usa durante la guerra.
La Germania che con i piani Dawes e Young si era lentamente ripresa, subì un ulteriore crisi.

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