Storia Contemporanea

  • Materia: Storia Contemporanea
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  • Data: 2004
  • Di: Redazione StudentVille.it

Il XX secolo

Gli aspetti generali del XX secolo.

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“ Il centro culturale più potente che resiste alla rivoluzione industriale è proprio il vecchio continente.
Per la nostalgia della propria storia e per lo strapotere della politica. Dovreste esempio dall’America dove c’è gente che, a quarant’anni, va all’università per cambiare vita….”

(Francis Fukuyama)


Il viaggio nel XX Secolo è quasi giunto al termine: ha portato milioni di persone verso la libertà, altre verso sofferenze e atrocità senza precedenti.  Ma nell'ultimo decennio è aumentato il numero di persone che hanno preso la stessa direzione, forse non beneficiano della grande ricchezza della città, sempre più simili tra loro in tutto il mondo, ma le aspettative aumentano ovunque.
Varie generazioni hanno visto il 900 e ora il 2000 e affermano che “questo è un mondo completamente nuovo e che ci sono stati più cambiamenti nel corso della loro vita che nel millennio precedente; ora tutto è cambiato, si è ridotto ad una piccola sfera mentre un tempo sembrava sconfinato".

La scienza continua a ridurre le distanze fisiche, le comunicazioni e gli affari attraverso i confini nazionali, sembra quasi che la politica sia stata eclissata dall’economia; insomma, la vita è stata trasformata dalle nuove tecnologie e dall’espansione del mercato. E’ sorto un processo definito: “globalizzazione”.

Alla fine del 1900 il ritorno dì questi cambiamenti aumenta, nuove forze incalzano.  Alla fine degli anni ‘70 il mondo era ibernato nelle divisioni politiche della guerra fredda senza alcuna prospettiva di disgelo: la divisione tra est e ovest con i sistemi politici in competizione era durata trentacinque anni; le olimpiadi invernali del 1980 hanno mostrato la tensione tra le due superpotenze.  La partita di hockey tra Unione Sovietica e Stati Uniti era stata definita "la guerra fredda sul ghiaccio “.

Ma l’isterismo dei tifosi nasconde un disagio crescente da entrambe le parti; l'America, patria del capitalismo era stata colpita dall'aumento del petrolio e dalla recessione.  L’apparato della pianificazione comunista sovietica lotta solo con il peso degli enormi stanziamenti per la difesa; a dieci minuti dal finale erano ancora in parità, ma la squadra americana ha ancora una possibilità. Segnò, infine, il capitano americano Miko Eruzione, il quale affermò che si trattava di una vittoria incredibile: forse il risultato più importante di tutti i tempi.  Le due potenze interpretarono il risultato politicamente e mentre per i Sovietici fu il segno di una sconfitta nazionale, per gli Stati Uniti, rappresentò la superiorità del sistema americano.

Lo stesso presidente degli Stati Uniti, Jimmy Carter, affermò che questa vittoria rappresentava uno dei momenti di maggiore orgoglio che mai fosse stato vissuto.  In Unione Sovietica i festeggiamenti per il ritorno della squadra di hockey erano stati annullati.  A Leningrado dove ha avuto inizio il grande esperimento comunista, la gente sa già che l'America sta vincendo la contesa, perché dà ai suoi lavoratori paghe più alte, ma i ricchi non sono previsti.  Nelle fabbriche di Stato gli operai ricevono la stessa paga, 300/350 rubli al mese, indipendentemente dal modo in cui lavorano perché per loro il lavoro non destava interesse, né ne erano attratti.
Nonostante questo torpore i Sovietici usufruiscono di un lavoro sicuro, d'appartamenti economici, di un servizio sanitario gratuito e della pensione.

Un ispettore della fabbrica di carri armati a Leningrado, ricorda che ogni anno andavano in vacanza al sud in un centro termale e quando tornavano avevano ancora denaro a sufficienza per vivere.
Anche nel sistema capitalistico gli operai si sentono sicuri: benessere e servizi pubblici dal governo in cambio di tasse alte.

Negli Stati Uniti, alle acciaierie Kaiser, la vita degli operai era già programmata: l'acciaieria era tutta la loro vita e se non ti facevi licenziare avevi un lavoro sicuro per sempre.  La Kaiser non è cambiata dall’epoca della sua costruzione, durante la Seconda Guerra Mondiale, la forza degli Stati Uniti è stata costruita sull'acciaio americano.  Alcuni operai affermano che c’erano oltre 10.000 lavoratori alla Kaiser, circa 175 a settore; la Kaiser era tutto per loro. ogni centesimo era sudato.

Ma nel 1980 questo mondo sicuro caratterizzato dal lavoro fisso con uno stipendio alto è già in crisi: la concorrenza straniera e le nuove tecnologie dei computer e dei robot iniziano a rivoluzionare la produzione; nel futuro per non rischiare il collasso le aziende devono essere pronte a ridurre i costi e a modernizzarsi.  La Kaiser quest'anno ha perso 21 milioni di dollari, ci sarà quindi una riduzione di personale.  La concorrenza ha creato seri problemi.  La Kaiser non si è modernizzata e l'acciaio di importazione è più economico.

Nel Marzo 1984 l’impianto chiude.  Dopo 15 anni la carriera di molti operai finisce.  Gli operai della Kaiser non sono i soli: in tutta l'America e l'Europa occidentale le fabbriche chiudono e gli operai perdono il lavoro a causa della concorrenza.  In passato i governi occidentali avevano aiutato le industrie in difficoltà con il denaro proveniente dalle tasse, ma negli anni ‘80 i finanziamenti vengono bloccati.  Comincia una nuova era economica e politica, è in California che si intravedono i primi segnali.

Nel 1978 i cittadini di Los Angeles cominciano a protestare contro l'uso che il governo fa del denaro dei contribuenti. Si parla di rivoluzione in California, una rivoluzione da sette miliardi di dollari (il referendum n.13 minaccia di distruggere le conquiste del dopoguerra). Quando l'inflazione porta all'aumento delle tasse i proprietari di immobili sì ribellano e chiedono più tagli alle spese statali. I cittadini volevano un governo che andasse incontro alle proprie esigenze. Vince il referendum n.13, la California è costretta ad abbassare le tasse e questa vittoria dimostra ai politici di tutto il mondo che le classi abbienti non sono più disposti a sostenere quelle più povere.

Ronan Reagan, presidente degli Stati Uniti nel 1980 attacca l'istituzione di cui è a capo e afferma “nella crisi attuale il governo non è la soluzione del nostro problema, il governo è il problema”.
Negli anni ‘80 i governi capitalisti cominciano a cambiare liberandosi di alcune responsabilità che avevano fin dal 1945; nuove idee si diffondono in uno dei paesi comunisti: la Cina.

Per stare a passo con l'occidente il leader cinese Deng Xiao-Ping abbandona la pianificazione centrale e dice ai cinesi che diventare ricchi non è un peccato.  A Shanghai la propaganda di partito sotto Mao aveva promosso l'assoluta eguaglianza, ora diffonde un nuovo messaggio "il vento di primavera è vigoroso. ogni cosa è fresca.  La riforma è il futuro!  La vita è migliore per tutti.  Tutti siamo molto felici!'.  Sotto il vecchio sistema detto "della ciotola di riso e di ferro' gli operai delle fabbriche avevano un lavoro per tutta la vita e ricevevano lo stesso salario indipendentemente dalle loro mansioni.  Nella fabbrica di trattori, a Shanghai, viene introdotto un sistema di bonus: gli abitanti iniziano a spendere di più; all'inizio non c'è molto da acquistare, ma gradualmente la scelta aumenta e si diffonde il buon gusto anche per l'abbigliamento.

Le persone sono soddisfatte e i leader cinesi riescono a fare con successo quello che nessun altro regime comunista è riuscito a fare dando però libertà al consumatore. Si acquistavano le prime lavatrici e c’era stupore e curiosità da parte della gente. Grandissima parte delle persone che abitano in Cina vivono dei prodotti della terra, ma verso la metà degli anni ’80 il boom delle città meridionali ha dei contraccolpi sui villaggi.

Iniziò il fenomeno dell’emigrazione e nello spazio di pochi anni, 90 milioni di cinesi si spostano verso sud; si intraprende il viaggio verso una nuova vita, milioni di persone vengono attratte dalla nuova economia mondiale. Una massa di nuoci consumatori aspira ad avere la scelta e l’abbondanza che hanno gli occidentali, malgrado la sua insicurezza il sistema capitalista continua a produrre un benessere senza precedenti.

Il comunismo sovietico non può fornire tutto questo: i leader sovietici non entrano nel mercato. Nel 1989 il popolo ne ha abbastanza, quando crolla il muro di Berlino cade anche il blocco sovietico e la prima cosa che molti tedeschi dell’est fanno è andare per negozi. Con la fine della guerra fredda inizia una nuova era. Dopo il 1989 oltre venti Paesi conquistano l’indipendenza: le superpotenze riducono i loro arsenali e il mondo confida con gioia nella possibilità di una pace duratura. Ma in alcuni luoghi il nazionalismo soppresso a lungo alimenta vecchi rancori.

La Jugoslavia, un tempo, era orgogliosa della sua diversità etnica, si parlavano cinque lingue ufficiali, si pregava un Dio ortodosso, cattolico e musulmano. Ma il nazionalismo la portò ad affrontare la prima guerra in Europa dopo il 1945. Gli scontri più accesi si verificano in Bosnia dove i Serbi non vogliono vivere sotto una maggioranza islamica. La città si trasforma in un campo di battaglia etnico con i serbi che la bombardano dalle colline. Si parla di “pulizia etnica”, ovvero uccisione o espulsione di persone che una volta vivevano insieme. I Serbi ottengono una fondamentale riaffermazione della loro cultura e della loro tradizione: la rovina dell'economia e il sangue versato sembrano un prezzo accettabile da pagare.

Negli anni ‘90 i popoli di molti altri paesi continuano ad attaccare i loro vicini, spinti dal nazionalismo o da altri motivi religiosi. Il mondo alla fine della guerra fredda si rivela incapace di evitare orrori e sofferenze inimmaginabile.
All'inizio le nuove nazioni indipendenti del mondo vengono attratte dal capitalismo, ma in Russia la caduta del comunismo porta al caos economico. Con l'arrivo del mercato libero il popolo è ridotto alla fame, si fa strada la nostalgia per il passato.  Il Presidente della Russia.  Eltsin, non può fornire la prosperità istantanea che il popolo si aspetta, ma è ricco di buoni propositi: decide drastici tagli alle spese.  Il vecchio sistema sociale è ormai in frantumi.

Molti credono che il mondo sia impazzito e sì recano all'estero per acquistare la merce.  Dal 1997 San Pietroburgo diventa centro di lucrose attività anche se per la maggior parte illegali, il divario tra ricchi e poveri è il maggiore degli ultimi ottanta anni.  La criminalità dilaga, ma molti credono che le vere cause siano l'ingiustizia e la povertà; mentre i poveri si sentono in trappola, la risposta della classe media è di trasferirsi in periferia, un nuovo stile dì vita diventa possibile.
Coto de Caza è solo una delle comunità chiuse della California, chiunque può andare e acquistare una quantità di terreno dove la gente si sente protetta e condivide gli stessi valori; ci si tiene comunque lontani dal degrado sociale.  Alla fine del XX Secolo l'idea di comunità sta cambiando: per le nazioni è più difficile mantenere i propri confini.
In California il processo di globalizzazione ha inizio.

Nel 1993 parte della acciaierie Kaiser viene smantellato e inviato in Cina: gli operai rimangono sconcertati.  Ignorando i confini nazionali il mercato si mette alla ricerca della manodopera, ha inizio lo sfruttamento.  L'America resta la maggiore potenza economica del mondo; gli operai diventano impiegati d'ufficio e guadagnano tre volte di più.

Verso la metà degli anni ‘90 tocca ai cinesi sognare cose impossibili fino a poco tempo prima, ma la strada verso la ricchezza è ancora pericolosa.  Shanghai è come New York all'inizio del secolo, i salari sono bassi e le fabbriche vengono sommerse di lavoro, migliaia di operai si trasferiscono pronti a fare qualsiasi lavoro.  La Cina ha adottato tutto l'apparato del capitalismo a velocità vertiginosa, nel 1990 a Shanghai la Borsa riapre: per la prima al cinese comune viene concesso di acquistare e vendere azioni ed è un successo.  Fioriscono comunicazioni e cultura globali.  Alla fine degli anni ‘90 iniziano a vedersi le conseguenze del boom consumistico in Cina: bisogna essere pronti ad affrontare il futuro perché nel mondo stanno avvenendo numerosi cambiamenti.
Anche l'informatica cambia: le comunicazioni satellitari e Internet sono diventati i vasi sanguigni della globalizzazione collegando il mondo istantaneamente.  Il mondo si è ridotto ad un piccolo globo, alla fine degli anni ‘90, il lavoro d'ufficio si è globalizzato; i vecchi presupposti scompaiono per i popoli di ogni paese.  Nel vecchio mondo il lavoro veniva portato alle persone, nel nuovo mondo le persone devono essere preparate a seguire il lavoro.  Chi nasce oggi eredita un mondo che, negli ultimi cento anni si è completamente trasformato. la maggioranza ha raggiunto ciò che una volta erano i privilegi di pochi; il futuro dipenderà dalla preparazione e dalle capacità.  Ma le conquiste del XX Secolo hanno lasciato alla nuova generazione grandi incertezze e opportunità: il nuovo millennio sarà più che mai all'insegna dell'individuo.

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