Storia Contemporanea

  • Materia: Storia Contemporanea
  • Visto: 36034
  • Data: 2004
  • Di: Redazione StudentVille.it

L’assassinio di J. F. Kennedy

Il mistero riguardo l'assassinio di J. F. Kennedy: complotto oppure no?

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22 novembre 1963: assassinio di John Fitzgerald Kennedy.

Nel pieno della Beat Generation l’America fu sconvolta dalla prematura scomparsa di uno dei suoi presidenti più amati: John Fitzgerald Kennedy.
Eletto all’età di 44 anni, dopo la scadenza del secondo mandato di Eisenhower, Kennedy fu il primo, e l’ultimo, presidente cattolico ad entrare alla Casa Bianca. Suscitò subito larghi consensi grazie alla sua politica ispirata alla tradizione progressista di Wilson e Roosevelt, che aggiornò col riferimento ad una nuova frontiera, non più materiale, ma spirituale, culturale e scientifica. In uno dei suoi famosi discorsi, Kennedy disse :

“Al di là di questa frontiera si estendono i domini inesplorati della scienza e dello spazio, dei problemi irrisolti della pace e della guerra, delle sacche di ignoranza e di pregiudizi non ancora debellate”.

Onorevoli furono i suoi sforzi in politica interna, i quali portarono a un forte incremento della spesa pubblica, assorbito in parte dai programmi sociali, in parte maggiore dalle esplorazioni spaziali.

La politica estera fu invece caratterizzata da una linea ambivalente, che puntava alla difesa degli interessi americani nel mondo.
Nonostante tutto, questo slancio riformatore fu tragicamente interrotto il 22 novembre 1963 a Dallas (Texas). Tutto il Paese si fermò. E, siccome gli Stati Uniti erano Dominatori di mezzo mondo, si fermò l’intero pianeta: il mezzo mondo assoggettato e quello che si opponeva allo strapotere a “stelle e strisce”.

Però ciò che destò maggior scalpore, e che ne desta ancora oggi, è la mancata soluzione del giallo. Non è mai stato trovato un vero colpevole e vengono continuamente avanzate nuove ipotesi: si pensa alla Mafia, alla Massoneria, al presunto assassino, Lee Harvey Oswald, addirittura agli U.F.O.

Quel che è certo è la presenza di molte, troppe incongruenze.
A cominciare dal rapporto finale della Commissione investigativa, guidata da Warren, che depone a favore del complotto in maniera molto sbrigativa. La Commissione ha infatti deliberatamente ignorato eventi, misinterpretato accadimenti, presenze e assenze sulla scena; infine ha proposto una teoria circa la traiettoria del proiettile a dir poco assurda. Il grafico con il “percorso della pallottola unica” dovrebbe giustificare, a detta della Commissione Warren, i ferimenti registrati tra i più prossimi al Presidente e l’assassinio dello stesso.

L’ipotesi del complotto è tuttavia avvalorata, non certo dal rapporto delle indagini, ma da alcuni avvenimenti “sospetti” precedenti e seguenti al delitto. Essi possono essere riassunti nei seguenti punti:

- Oswald (il presunto assassino) non sparò a Kennedy mentre percorreva Houston Street, il punto ideale e più semplice per colpirlo; invece il percorso del Presidente venne fatto passare da Elm, il luogo più standard per una triangolazione di fuoco.

- Il percorso di parata venne cambiato all’ultimo istante e deviato verso Dealey Plaza.

- Il van dei media venne fatto sostare nell’unico punto, che non permette di coprire interamente la visuale e di inquadrare lo scorcio da cui provengono gli spari. Infatti, quello girato dall’operatore Zapruder risulterà essere l’unica inquadratura diretta sulla testa del Presidente.

- Il filmato Zapruder dimostra che la testa di Kennedy si spostò, al momento del colpo, violentemente indietro verso sinistra: incompatibile con la supposizione che il colpo fosse provenuto da dietro, dove al momento si trovava Oswald.

- Lee Harvey Oswald venne trovato un minuto e mezzo dopo lo sparo, al secondo piano dello stabile TSBD, tranquillo e per nulla affaticato, mentre beveva una Coca-Cola. Impossibile in così breve tempo arrivare dal sesto al secondo piano ed essere tranquilli e freschi come una rosa. Poco dopo l’arresto Oswald fu assassinato da Jack Ruby e successivamente fu avanzata l’ipotesi della presenza di un “Uomo con l’ombrello” nei pressi dell’auto presidenziale.

- Moltissimi testimoni affermarono di essersi imbattuti in personaggi, che si qualificavano come appartenenti al Servizio Segreto; quindi in Dealey Plaza non erano presenti agenti.

- Ingrandimenti effettuati da una foto scattata da una donna (la signora Moorman) evidenziano la presenza di un uomo in uniforme, che punta il fucile verso il Presidente.

- Molti testimoni dichiararono che i colpi furono quattro.

- Subito dopo lo sparo, saltarono le comunicazioni telefoniche dell’intera Washington; il black-out durò un’ora.

- Ci sono prove che Oswald e Jack Ruby (il suo assassino) si erano conosciuti e frequentati prima dell’assassinio di Kennedy, ma Ruby l’ha sempre negato.

- L’ambulanza di stanza a Dealey Plaza, che avrebbe potuto soccorrere e salvare il Presidente, non c’era, poiché impegnata a portare in ospedale un uomo colto da crisi epilettica. Un controllo in ospedale verificò che nessuno fu assistito o ricoverato per crisi epilettica.

- Il cadavere di Kennedy venne letteralmente rapito e portato a Washington per l’autopsia. Erano i medici di Dallas a essere incaricati ad effettuarla. Ciò fa sospettare che l’autopsia a Washington fu pilotata.

- Le notizie dei media riportarono che Oswald era il killer del Presidente e ne descrissero gli spostamenti poco prima dello sparo; il che al momento della notizia non era ancora stato rilevato.

- Nessun medico, durante l’autopsia, poté toccare il cadavere o esprimere un parere; fu dato per scontato l’ingresso della pallottola dalla nuca.

- Il cervello di Kennedy scomparve dopo l’autopsia e non venne mai più recuperato.

- Almeno 75 persone coinvolte nel caso Kennedy morirono negli anni successivi, in circostanze misteriose. Il primo fu Jack Zangretti, ucciso da un colpo di pistola alla testa nel dicembre ’63, era colui che sapeva dei rapporti Oswald-Ruby. Solo nel 1964 morirono tredici testimoni chiave. Furono nove le persone morte nel ’65. Dodici nel ’67. Nel ’77, quando stavano per essere riaperte le indagini, scomparvero altri quattordici testi potenziali.

Nel 1999, inoltre, vi sono state rivelazioni sconcertanti circa la tragedia, contenuti in un dossier consegnato da Eltsin a Clinton.
Dal documento, proveniente dagli archivi dell’ ex-KGB, emergerebbe la natura extraterrestre del delitto. Sembra infatti che civiltà aliene, preoccupate per la decisione del presidente di diffondere notizie documentate riguardanti l’esistenza di altre forme di intelligenza, abbiano deciso di “risolvere il problema” , eliminando il Presidente degli Stati Uniti. Naturalmente questa ipotesi, come quella della “pallottola unica” ha un che di assurdo.

Morale della favola: nessuno riuscirà mai a scoprire la verità su questo delitto, e anche se si volessero riaprire le indagini sarebbe fatica sprecata, dato che verrebbero messi in gioco gli interessi politico- economici della principale potenza mondiale.

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