Storia Moderna

  • Materia: Storia Moderna
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  • Data: 2004
  • Di: Redazione StudentVille.it

La crisi del 1873-1896

La crisi del capitalismo e l'inizio dell'imperialismo delle grandi nazioni.

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Fu questo il periodo della prima grande crisi del capitalismo, il cui motivo occasionale fu l'ondata speculativa del 1871-'73. Le manifestazioni più evidenti della crisi furono il crollo dei prezzi ed il blocco degli investimenti; questi però avevano delle cause più profonde. La principale causa consisteva nella sproporzione tra quantità di beni prodotti da un'industria ormai mondiale e la limitata capacità di assorbimento del prodotto.

La crisi fu tale che cambiò radicalmente l'organizzazione della società industriale; cambiò il ruolo dello Stato, che da liberista divenne protezionista per chiudere i mercati interni alla concorrenza straniera. Cambiò la configurazione del sistema produttivo: se prima era composto da un gran numero di piccole e medie imprese poi fu dominato da un numero limitato di monopoli e cartelli. Cambiò infine il sistema mondiale dell'economia: sino ad allora il predominio economico dell'Occidente si era basato su strumenti prevalentemente economici, ora tale predominio si avviava a diventare militare e politico. Era nato l'IMPERIALISMO.

Serviva creare nuovi sbocchi ai prodotti dei Paesi colonialisti. Ad avviare tale processo di colonizzazione fu l'Inghilterra, già da un secolo dominatrice di un vasto Impero che raggiunge ora ¼ del mondo. Alle colonie precedenti aggiunge ora il Canada, l'Australia, la Nuova Zelanda ed in ASIA la Birmania, la Malesia, Hong Kong, i territori dell'India e del Pakistan; in AFRICA possedeva le colonie del Golfo di Guinea, la Nigeria, la Costa d'Oro, la Sierra Leone ed il Gambia a cui si aggiunse il controllo di una larga fascia di territori dal Mediterraneo al Capo di Buona Speranza, l'Egitto, il Sudan, l'Uganda, il Kenya e la Rhodesia. Inoltre si costituì l'Unione Sudafricana, uno Stato autonomo sottoposto al controllo inglese.

Altro Paese colonizzatore fu la Francia che già possedeva in AFRICA il Senegal, l'Algeria e la Costa d'Avorio a cui annesse il protettorato sulla Tunisia, il Congo occidentale, il Sudan occidentale, il Madagascar; a ciò si aggiunse, raggruppati nell'Unione indocinese, l'Annam ed il Laos.

Anche l'Italia tenterà le conquiste coloniali in Eritrea ed in una parte della Somalia.

La Germania, a partire dagli anni '80, stabilì rapidamente il suo dominio nel Togo, nel Camerun, Africa sud-occidentale tedesca ed Africa orientale tedesca, diventando il terzo impero coloniale. Diversa fu la penetrazione nel continente asiatico; se in Africa non avevano incontrato quasi resistenza, più difficoltà vi incontrarono qui, dove si trovarono società più evolute e quindi più difficili da conquistare e soprattutto più numerosi furono coloro che ambivano alle conquiste; ai Paesi Europei si aggiunsero infatti Russia, Giappone e Stati Uniti.

L'imperialismo delle grandi nazioni, giustificato con l'ideologia delle missione civilizzatrice e con l'apertura degli sbocchi all'immigrazione, innescò tra i popoli colonizzati un'iniziativa di rivalsa e fece nascere un nuovo nazionalismo.

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