Temi e Saggi

  • Materia: Temi e Saggi
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  • Data: 22/11/2011
  • Di: Redazione StudentVille.it

Il valore della solidarietà

Tema sulla solidarietà per la scuola secondaria di primo grado o il biennio della secondaria di secondo grado.

Solidarietà è il rapporto di comunanza tra persone pronte a collaborare tra loro e ad assistersi a vicenda nella piena condivisione delle responsabilità. Ma noi uomini siamo realmente solidali? Il concetto di solidarietà è antico quanto l’uomo: basti pensare che i primati non sarebbero sopravvissuti senza l’aiuto fornito dai propri simili. Infatti l’uomo primitivo ha imparato quasi inconsciamente a collaborare con i propri simili, riunendosi in comunità per perpetrare la propria specie nel tempo. L’inconscio dell’uomo ha fatto della solidarietà un bisogno, una necessità alla quale fu impossibile sottrarsi. La parola solidarietà viene dal francese (solidarité). È testimone di importanti crescite che avvennero a partire dal 1789, anno cruciale della rivoluzione francese.

Essendo uno dei tre concetti elevati dalla Rivoluzione, ha visto masse di uomini accomunati dalla stessa voglia di cambiare lo stato di cose; ha dunque vissuto, in un passato più o meno recente sulla bocca di uomini che strinsero i pugni in tasca prima di arrendersi: ha infuso coraggio a moltitudini di uomini. La solidarietà dunque ha viaggiato di pari passo con l’uomo, ma oggi, nonostante la qualità della vita sia notevolmente cambiata, la solidarietà non è più una necessità, ma un optional. In passato era anche mezzo di comunicazione tra varie tribù, ora la solidarietà rappresenta solo uno stile di vita che caratterizza pochi mezzi.

Oggi come oggi ha valenza elevare il concetto di solidarietà solo nella comunità dove viene utilizzato come mezzo di collaborazione e come strumento di fede. Ma là dove si ha uno stile di vita competitivo, la solidarietà rimane sepolta per lungo tempo e riesumata quando fa comodo. L’essere competitivi, caratteristica più che mai reale della società in cui ci evolviamo, porta alla concorrenza tra gli uomini e procura l’effetto contrario a quello del solidarismo. In pratica, offusca quasi totalmente l’importanza della solidarietà. E in ciò la società capitalista detta legge nella nostra vita, cambiando i nostri ritmi e le abitudini a tal punto da farci amare la competizione poiché è segno di crescita, di miglioramento e di progresso. La competizione perfeziona l’uomo, ma favorisce la rivalità. Infatti il gareggiare tra i propri simili emette dei segnali di guerra e non di pace. La soluzione è vivere in comunione e mettersi a disposizione del prossimo soprattutto nella difficoltà in modo tale che diventi migliori nel rispetto delle idee altrui.