Temi e Saggi

  • Materia: Temi e Saggi
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  • Data: 23/12/2011
  • Di: Redazione StudentVille.it

La Chiesa dopo la morte di Cristo

Saggio breve di tipo storico sulla storia della Chiesa.

Intorno all’anno Mille la corruzione della Chiesa era diventata profonda. Si ebbe anche lo scandalo di un pontefice bambino: Benedetto IX divenne papa a soli 12 anni. Molti fedeli desideravano che si ritornasse ad una Chiesa povera come lo era stata negli anni dopo la morte di Cristo e che i suoi rappresentanti fossero dei pastori d’anime e non abili politici e amministratori. I vescovi, infatti, non venivano scelti per le loro qualità religiose, ma piuttosto per le capacità militari e una solida fedeltà all’imperatore. Perciò i vescovi erano spesso uomini a cui piaceva vivere da gran signori, mangiare bene, combattere, andare a caccia. Magari per ottenere il vescovado avevano versato ingenti somme di denaro che poi recuperavano una volta diventati vescovi. Tutto si otteneva pagando: i sacramenti, le assoluzioni, le cariche ecclesiastiche. Questo commercio delle cose sacre venne chiamato simonia, da Simone Mago, che chiese a San Pietro di comprare la capacità di donare i doni dello Spirito Santo. Una grande spinta per una riforma della Chiesa venne dai monaci, che vivevano in castità e si sentivano profondamente superiori ai preti che si sposavano tranquillamente e conducevano una vita non molto diversa da quella dei laici. L’abolizione della simonia, doveva spingere il clero ad una vita più pura, simile a quella dei monaci, e fu importante in questo senso l’abolizione del privilegio ottoniano.  Il privilegio ottoniano fu introdotto precedentemente da Ottone I e con questo, l’imperatore si riservava il diritto di nominare il pontefice naturalmente scegliendolo tra uomini di sua fiducia. Infatti in questo modo l’imperatore si assicurava il controllo sul pontefice. Questo privilegio fu abolito nel 1059 dal pontefice Niccolò II e fu conseguente al bisogno di liberare la Chiesa dai legami politici e dalla pesante protezione imperiale. In seguito, nel 1079, Alessandro II stabilì che il pontefice dovesse essere eletto soltanto da tutti i cardinali. Vi fu un grande movimento riformatorio che contribuì a far eleggere pontefici decisi a lottare contro la simonia, fino a che non fu eletto papa, con il nome di Gregorio VII, il monaco Ildebrando di Soana, efficace guida del movimento. Gregorio VII prese misure molto energiche per riformare la Chiesa. Innanzitutto proibì il matrimonio ai preti, che da quel momento si sarebbero dovuti dedicare solo alle cure dei fedeli. Al tempo di Gregorio VII alcuni sacerdoti e vescovi vivevano con delle concubine, da quel momento in poi nessun uomo religioso poteva vivere con una donna. Con altrettanta decisione il pontefice lottò contro la simonia e stabilì che chiunque si fosse macchiato di questo doveva  essere sospeso dalla carità. Inoltre Gregorio VII in un documento proclamò la superiorità della Chiesa nell’impero. Con questo dichiarava che il papa è superiore ad ogni autorità terrena. Infine stabilì che nessuna autorità civile poteva nominare i vescovi. In realtà questa era una dichiarazione di guerra contro Enrico IV. Infatti vi fu una grande lotta fra Enrico IV e Gregorio VII; durante la quale l’imperatore fu scomunicato ma riuscì a ottenere il perdono e una volta riacquistato potere, non cambiò l’atteggiamento e con l’appoggio di vescovi di sua fiducia elesse un anti papa, Clemente III. Enrico andò a Roma e assediò la città mentre Gregorio VII si chiuse in Castel Sant’Angelo. Il pontefice accettò l’aiuto dei Normanni, li seguì a Salerno dove morì nel 1085, mentre Roma veniva completamente saccheggiata. La lotta tra Papato e Impero si concluse nel 1122 con il concordato stipulato a Worms, dove si decise che prima il pontefice consacrava religiosamente il vescovo e poi l’imperatore procedeva all’investitura feudale. Quindi era il pontefice a scegliere il vescovo. Insomma la Chiesa, nella lunga lotta contro l’imperatore, era uscita vincente, infatti il pontefice si era imposto come capo spirituale di tutta la cristianità e anche il re gli doveva rispetto.