Temi e Saggi

  • Materia: Temi e Saggi
  • Visto: 653
  • Data: 06/01/2016
  • Di: Angela Ardizzone

Tema svolto su Gertrude, la monaca di Monza

Tema svolto su Gertrude, la monaca di Monza del romanzo I promessi sposi di Alessandro Manzoni.

TEMA SVOLTO SU GERTRUDE, LA MONACA DI MONZA. Il personaggio di Gertrude è presente all’interno dei capitoli IX e X dei Promessi Sposi, e svolge il ruolo, possiamo dire, di aiutante negativa, in quanto permette l’esecuzione materiale del rapimento di Lucia. Ella è una nobildonna che è entrata in convento per volontà del padre secondo i costumi dell’epoca che imponevano ai non primogeniti la carriera ecclesiastica. Riguardo al personaggio della monaca di Monza, Manzoni si ispira ad una donna realmente esistita nel Seicento, Suor Virginia Maria, la quale ebbe una relazione con un uomo, Gian Paolo Osio. Scoperta la tresca, Suor Virginia Maria fu condannata ad essere murata viva dall’arcivescovo Federico Borromeo, mentre Osio fu condannato a morte. Il Manzoni riprende la vicenda di Suor Virginia, ma cambia i nomi degli amanti (Suor Gertrude ed Egidio), la cronologia e alcuni dettagli biografici. Possiamo definire Suor Gertrude come “la figlia del Seicento”, in quanto è costretta ad obbedire alle regole religiose del secolo e a quelle del casato a cui appartiene. E’ una creatura debole, vorrebbe opporsi al suo destino, ma non ci riesce, poiché ha timore del padre, un timore che non le permette neppure di guardarlo negli occhi. Quello tra Gertrude e il padre è un rapporto di paura e sudditanza, e trova sollievo solo dopo aver accettato la monacazione forzata. L’autore descrive la monaca di Monza molto dettagliatamente, sia a livello fisico che a livello psicologico. La sua presentazione fisica è quella che appare agli occhi di Lucia e Agnese, giunte in convento con una lettera di Padre Cristoforo con la speranza di essere protette. Gertrude appare una donna di 25 anni, di una bellezza ormai sfiorita e abbattuta. Sotto al velo nero si intravede un ciuffo di capelli scuri, in contrasto con la pelle del viso bianchissima. Le labbra sono di un rosso sbiadito, ma piene di espressione. Gli occhi e le sopracciglia sono neri. Attraverso la descrizione fisica il Manzoni dà un accenno anche al suo ritratto psicologico: l’investigazione superba dello sguardo, i moti pieni di espressione delle labbra, il portamento, le movenze irregolari e troppo risolute per una monaca. Inoltre, da mettere in evidenza è la ciocca di capelli che fuoriesce dal velo, segno che Gertrude è noncurante della regola monastica. Il carattere di Gertrude, come abbiamo in parte visto, emerge anche e soprattutto dalle vicende narrate nel romanzo. La sua debolezza traspare dalla relazione con il padre, ma anche dal rapporto con Egidio: nonostante diverse occasioni, la donna non riesce mai ad imporre la sua volontà e a cambiare vita. Inoltre, a causa della monacazione forzata, possiamo intravedere in Gertrude due personalità contrapposte: la prima la porta a commettere peccato, la seconda a pentirsi subito dopo. Per esempio, mentre da un lato ha pena per Lucia e cerca di aiutarla, dall’altro lato prova una certa invidia nei confronti della ragazza che sta per sposarsi. E allora cede al peccato e consegna Lucia ai rapitori. La psicologia della monaca di Monza viene espressa in pieno dalle celebri parole del X capitolo dei Promessi Sposi, “La sventurata rispose”. Con questa frase il Manzoni evidenzia la profonda divisione interiore di Gertrude: con l’aggettivo “sventurata” si allude a tutte le vicende che hanno reso il personaggio una vittima, ma “rispose” allude alla colpa persona della donna. Ella infatti ha risposto ad Egidio, il quale l’ha portata non solo a violare la regola della castità, ma anche a commettere una serie di omicidi.