Temi Svolti per la Maturità

  • Materia: Temi Svolti per la Maturità
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  • Data: 13/01/2012
  • Autore: Redazione StudentVille.it

Tipologia D: Il patrimonio artistico e monumentale italiano

Paesi e città d'Italia custodiscono un immenso patrimonio artistico e monumentale che, oltre a rappresentare una importantissima testimonianza della nostra storia, costituisce al tempo stesso una primaria risorsa economica per il turismo e lo sviluppo del territorio. Affronta la questione anche in relazione all'ambiente in cui vivi, ponendo in evidenza aspetti positivi e negativi che, a tuo giudizio, lo caratterizzano per la cura, la conservazione e la valorizzazione di tale patrimonio.

L’Italia possiede il più grande patrimonio artistico e culturale di tutto il mondo, costituito da più di 3400 musei, 2100 parchi archeologici e 43 siti Unesco. Nonostante questa ricchezza però, non si riscontra un ritorno economico adeguato, e se diamo uno sguardo agli altri Paesi, notiamo che alcuni, nonostante detengano anche solo la metà dei siti italiani, hanno un guadagno parecchio superiore.
La grandezza, la capillarità e l’importanza del patrimonio culturale, artistico e storico italiano è manifesto a tutti; dalla lista compilata dall’Unesco riguardo il patrimonio mondiale, risulta che il nostro Paese possiede il maggior patrimonio culturale di tutto il mondo.
Il sito di Val Camonica è il più importante complesso di arte rupestre d’Europa, con le sue innumerevoli incisioni su roccia. Per niente valorizzata, se non addirittura sconosciuta, è una delle più antiche (o forse la più antica) pitture rupestri, lo splendido graffito raffigurante un toro preistorico, nella Grotta del Romito a Papasidero, in provincia di Cosenza.
Facendo un rapido excursus storico, possiamo ricordare le colonie della Magna Grecia, in Calabria, Basilicata, Sicilia, Puglia e Campania, che ci hanno lasciato numerose testimonianze artistiche dello stanziamento greco in Italia, soprattutto riguardo la scultura e l’architettura. Famosi sono, per esempio, il tempio di Selinunte, il tempio di Hera a Paestum, il tempio della Concordia ad Agrigento. Il periodo etrusco ci ha lasciato gioielli, vari tipi di tombe, sculture, ciste (per esempio la cista Ficoroni) e pitture sepolcrali. Del periodo dell’egemonia romana esiste un ampio panorama culturale, non solo nel Lazio, ma anche nelle altre regioni. A Roma abbiamo il Ponte Milvio, l’Arco di Augusto, la Domus Aurea, l’Ara Pacis, il Colosseo, il Pantheon, il Foro di Traiano, le terme di Caracalla. A Palestrina c’è il tempio della Fortuna Primigenia, a Pompei ed Ercolano numerose decorazioni parietali, a Tivoli la Villa Adriana. Per non parlare poi dell’arte bizantina (la Cattolica di Stilo, la cattedrale di Cefalù), medievale (basilica di S. Francesco ad Assisi, il Pulpito del Duomo di Pisa, gli innumerevoli affreschi di Giotto), rinascimentale (la cupola del Brunelleschi a Firenze, il Palazzo Ducale di Laurana ad Urbino, le sculture di Donatello, le pitture del Botticelli, Mantegna, le grandi opere di Leonardo, Michelangelo, Raffaello), barocca (piazza S. Pietro del Bernini, le pitture di Caravaggio), moderna (la Reggia di Caserta di Vanvitelli), che hanno generato grandissimi personaggi nel campo artistico, pittori, scultori e architetti. L’Italia è anche patria di importanti letterati e filosofi, che costituiscono i fondamenti della letteratura mondiale.
Nonostante questa grande ricchezza, molto spesso non si valorizzano in pieno le opere d’arte presenti sul nostro territorio, e a volte mancano cure adeguate, come operazioni di restauro o un controllo più efficace e attento. Tante sculture presenti nelle nostre piazze, nei giardini, davanti ai Duomi, sono oggetto di azioni vandaliche, come scritte o addirittura danni e lesioni. Lo stesso problema presentano anche gli edifici architettonici, vittime di scempi, scritte e murales.
Per alcune opere d’arte corrose dall’azione del tempo, non vengono prese in considerazione interventi di restauro, e si corre il rischio di perdere per sempre tante di queste meraviglie.

Nel resto del mondo la situazione è decisamente migliore: in Francia si è intervenuto nella cura del paesaggio con l’operazione Mission Val de Loire; a Los Angeles, il Getty Museum ha una perfetta organizzazione.
La situazione italiana invece è in alcuni casi arretrata da questo punto di vista, e tante volte non si tratta della mancanza di fondi. Per fare un esempio, nel 2004, il Real Sito di Carditello, a Caserta, ha ricevuto circa due milioni e mezzo di euro per il restauro, ma le sue condizioni al momento sono disastrose. E non si tratta solo del sud, condizioni deplorevoli si trovano anche in alcune sale della Villa Reale a Monza.
Però, eccetto alcuni casi, molti soldi vengono spesi per la tutela e la conservazione delle ricchezze storico-artistiche, e i diversi governi hanno dato priorità assoluta a ciò, trascurando l’utilizzazione per scopi turistici. A causa dei considerevoli esborsi per la salvaguardia, recuperi e restauro le opere d’arte sono più un peso finanziario che una fonte di guadagno. Dovrebbero essere attuate delle adeguate strategie di sviluppo, in modo da sfruttare queste enormi ricchezze e tramutarle in vantaggi economici, con conseguente aumento di reddito e dell’occupazione.