Terza Prova - Filosofia

  • Materia: Terza Prova - Filosofia
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  • Data: 17/11/2012
  • Di: Redazione StudentVille.it

Il pensiero di Kant è stato definito come “filosofia del limite” o “criticismo”. Spiega le ragioni di queste definizioni.

Il pensiero di Kant è stato definito come “filosofia del limite” o “criticismo”. Spiega le ragioni di queste definizioni.

Il pensiero di Immanuel Kant (1724-1804) è stato definito “filosofia del limite” o “criticismo” per la sua critica della ragione umana. Un problema emblematico del criticismo kantiano è la possibilità della conoscenza e della certezza di Dio. La possibilità che l’uomo possa conoscere ciò che va al di là della propria esperienza, rappresenta un limite delle facoltà razionali e non è superabile. L’unica soluzione è assecondare la finalità razionale dell’uomo e spingersi in ipotesi metafisiche senza pretendere che esse, però, siano effettivamente una dimostrazione di verità. In generale, Kant utilizza lo stesso metodo per definire il procedimento con cui la ragione si relazione alla scienza. L’intelletto che unisce i risultati imprescindibili dell’esperienza può, in definitiva, raccogliere i dati in modo regolativo e mai, del tutto, conclusivo. Anche l’oggettività, in questo contesto, è il frutto di un accordo e di una condivisione temporanea tra soggetti, intelletti scientifici e relativi “giudizi sintetici a priori” e, pertanto, non è l’espressione di una verità eterna. La filosofia kantiana del limite, dunque, è tale perché incentrata sulla critica delle facoltà della ragione soggettiva e, di qui, la definizione di criticismo è relativa alla costante operazione di revisione e completamento della validità della conoscenza così come indicata da Kant, in modo emblematico, nelle opere: “Critica della Ragione Pura”, “Critica della Ragion Pratica” e “Critica del Giudizio”.