Terza Prova - Storia dell'Arte

  • Materia: Terza Prova - Storia dell'Arte
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  • Data: 30/04/2012
  • Di: Redazione StudentVille.it

La scomposizione cubista delle forme

La scomposizione cubista delle forme può essere interpretata non solo come la conquista di un nuovo modo di pensare la realtà ma anche come un segno

Le ragioni ideologiche e il conseguente mutamento delle strutture che portarono gli artisti cubisti a proporre nuove caratterizzazioni stilistiche affondano le loro radici nella tradizione pittorica e plastica delle avanguardie della seconda metà dell'Ottocento. Essi si posero nei confronti della  tradizione in atteggiamento di antitesi dialettica e di decisa evoluzione: la resa di spazi e volumi attraverso i canoni prospettici viene eliminata, sostituita dal frazionamento delle volumetrie e dall’accostamento sulla tela di tutte le facce, affinché un oggetto possa essere osservato e rappresentato da diversi punti di vista; il mondo, infatti, non deve essere solo visto, ma soprattutto capito.

I cambiamenti nel “fare artistico” si erano sviluppati anche in opposizione alle tecnologie industriali  affermatesi nell'ambito del capitalismo; dal momento che ogni cosa era assimilata dall’inarrestabile progredire delle tecnologie industriali e all'arte non veniva più richiesta alcuna funzione, l'artista ha inteso rivendicare la specificità di una tecnica e di una rappresentazione assolutamente diverse. L’artista cubista turbato e in disaccordo nei confronti della borghesia moderna la quale richiedeva soltanto che l'arte contribuisse a un'evasione dalla realtà, ha voluto opporsi alle tecnologie della produzione industriale cercando di riconoscere all’opera d’arte, non solo un valore intrinseco, ma anche un tipo di procedimento che implica e rinnova l'esperienza della realtà; operando la trasformazione del sistema dell'arte da rappresentativa a funzionale.