Terza Prova - Storia dell'Arte

  • Materia: Terza Prova - Storia dell'Arte
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  • Data: 06/06/2012
  • Di: Redazione StudentVille.it

Caratteristiche essenziali dell’astrattismo di Mondrian

Parla brevemente dell'astrattismo di Mondrian

Piet Mondrian fu uno degli esponenti di spicco dell'astrattismo, una corrente artistica che prese piede ai primi del XX secolo. Nacque in Olanda, ma si trasferì ben presto a Parigi, dove fu attratto dalla pittura simbolista, che aveva come oggetto non ciò che l'occhio umano vede, ma ciò che è immateriale, ciò che va oltre le apparenze.
Da qui all'astrattismo il passo fu breve, poiché Mondrian tendeva a ricondurre tutto a geometria; l'artista deve rappresentare la realtà universale, ossia la realtà pura, come la chiama lui. L'unico modo per rappresentarla è andare oltre ogni componente personale e soggettiva e raggiungere l'astrazione. Come egli stesso diceva, '...per rappresentare la realtà pura, è necessario ricondurre le forme naturali alla geometria e i colori naturali ai colori primari'. La figura geometrica per eccellenza è il rettangolo, mentre il cerchio viene bandito, perché la curva rappresenta l'ambiguità, mentre l'unione delle linee orizzontali e verticali rappresenta l'equilibrio.
E' in questo senso che i dipinti di Mondrian rappresentano intersezioni di linee orizzontali e verticali, mentre i rettangoli che ne scaturiscono sono dipinti con colori piatti e uniformi. Già negli anni Venti il suo pensiero giunge alle estreme conseguenze: le campiture nere si propagano sul bianco della tela, mentre i rettangoli colorati di blu, giallo e rosso, si limitano al minimo indispensabile. Il suo astrattismo è costituito dalla griglia nera su fondo bianco, dall'uso dei colori primari (blu, rosso e giallo) per riempire i rettangoli che scaturivano dell'intersezione delle linee nere; solo in questo modo era possibile cogliere la vera essenza della realtà, l'essere.