Terza Prova - Storia dell'Arte

  • Materia: Terza Prova - Storia dell'Arte
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  • Data: 17/05/2012
  • Di: Redazione StudentVille.it

L’architettura della fine Ottocento viene denominata degli ingegneri, spiegane il motivo.

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La rivoluzione industriale, che si diffuse in tutta Europa a partire dall’ottocento, trasformò inevitabilmente il modo di vivere e pensare le città. A partire da questo fenomeno tipicamente storico-culturale, anche l’arte cercò di adeguarsi alle nuove esigenze. Soprattutto l’architettura, che non restò indifferente all’utilizzo dei nuovi materiali, come il ferro, il cemento armato e il vetro ma, si adoperò ingegneristicamente per la soluzione e realizzazione di opere urbane. Architettura e ingegneria si fondono insieme, tant’è che il lavoro dell’architetto è rivolto non solo alla costruzione delle chiese, dei palazzi ma, anche a tutte quelle strutture funzionali per lo sviluppo delle nuove metropoli: si pensi a Parigi e a Londra. Anche in Italia  l’architettura ingegneristica fa il suo ingresso. Tra il 1863 e il 1880, Alessandro Antonelli realizza la Mole Antonelliana, una cupola appoggiata su di una base di metallo e sormontata da una altissima guglia. Ciò che emerge è la struttura e l’assenza di superflue decorazioni: la funzionalità  appunto. La tour Eiffel del 1887-1889 di Gustave Eiffel, è un altro esempio di come l’architettura di fine ‘800 si sia spinta nel portare all’estrema soluzione le teorie ingegneristiche. E’ interamente realizzata in ferro ed è il frutto di calcoli che le permettono di rimanere in equilibrio su quattro piedi. Fu motivo di critiche e scandali, e oggi è tra i monumenti più famosi al mondo.

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