Tesine

  • Materia: Tesine
  • Visto: 2602
  • Data: 2008
  • Di: Redazione StudentVille.it

Tesina - Considerazioni sul vivere border-line

analisi di vita e opere di tre personaggi geniali: gamow, basquiat, coleridge

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Tesina: Umanistica[br] Di: rocco R. [br] Tipo Scuola: Liceo Scientifico [br][br] [b]Abstract:[/b] [br]Come non stupirsi di fronte all’immensità del cielo, del mondo, delle stelle? Così si stupirono VanGogh e Leopardi. Appassionati dalla natura, dalla vita cercarono di scoprirne i più reconditi segreti e rivelarli attraverso la loro arte. Si è sempre pensato all’esistenza, ai suoi perché, alle sue motivazioni. Nel VI secolo a.C. l’uomo si è persino inventato un sapere che raccogliesse in sé tutte le idee e teorie circa il mondo esterno ed interno a noi stessi: la filosofia. Questa s’è accresciuta, evoluta ed è ritenuta il sapere per eccellenza: poiché studia l’uomo, la sua società, la sua storia e vuole offrire teorie e leggi universali per mondo e natura; è quindi intrinseca ad ognuno di noi – prima o poi chiunque, necessariamente, si chiede che senso ha la sua vita -, ognuno prova a seguire quelle direttive etico-morali che derivano dalle risposte che uno si dà. E’ una “brutta abitudine quella dei talenti creativi di investire sé stessi in estremi patologici” (T.Roszak), ma appunto grazie a questa convivenza del genio con uno stato estremo che gli consente di raggiungere profonda conoscenza e quindi di sciogliere con l’arte e le intuizioni geniali quei nodi creati dalla filosofia. Quindi chi riesce a vivere all’estremo, al limite, sul border-line è colui che può capire sé stesso nel mondo, percepire i segreti della natura ed interpretarli in arte o pensiero significativi. Colui che più si avvicina a riunire il suo essere esteriore col genio interiore (stato di natura), sempre, in tutti i tempi è stato considerato un talento creativo: un genio. Questi riesce a percepire i limiti e gli ostacoli che lo costringono all’interno del border-line; e il suo scopo quindi diviene quello di scardinare i blocchi e interpretare il mondo sotto nuove prospettive, consapevole della libertà assoluta raggiungibile con lo stesso atto di oltrepassare e vivere (anche momentaneamente) al di fuori della linea di confine. Perciò è quasi sintomatico negli individui, che percepiscono i muri imposti (o auto-imposti) dalla società e dalla storia, la ricerca, anche sfrenata, di vie d’accesso a nuovi mondi, a nuove situazioni differenti da quelle dogmatiche e indubitabili che prima opprimevano il talento e poi, superate, spalancano le porte al dubbio e alla creatività. Se per Nietzsche la menzogna era chiamata verità e solo il superuomo poteva, con la trasvalutazione dei valori, riscoprirsi nel mondo caotico della natura e autoaffermarsi di fronte ad essa, anche nei geni si può ritrovare un procedimento analogo: il sovvertimento del comune, del conosciuto che ha come fine la riscoperta di forze e leggi superiori sconosciute.

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