Tesine

  • Materia: Tesine
  • Visto: 17949
  • Data: 2008
  • Di: Redazione StudentVille.it

Tesina: Eugenio Montale, l'uomo e la poesia

questa tesina parla di montale sia come uomo che come poeta, incentrandosi sulle sue tre famose raccolte poetiche e su alcuni aspetti interessanti di vita privata.

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Tesina: Umanistica[br] Di: Tiziana D. [br] Tipo Scuola: Tecnico Industriale [br][br] [b]Abstract:[/b] [br]Vita e Opere Eugenio Montale nasce a Genova il 12 ottobre del 1896. La famiglia è appartenente alla borghesia agiata in quanto il padre è comproprietario di una ditta di importazione di prodotti chimici. Nel 1915 si diploma ragioniere, ma il grande sogno della sua giovinezza è il canto lirico che studia in questi anni. Intanto comincia a scrivere per riviste e giornali e nel 1922 pubblica le sue prime poesie, con il titolo di Accordi, presso la rivista “Primo tempo”. Nel 1925, Montale dà alle stampe la sua prima raccolta di liriche Ossi di seppia, la cui poesia invita il lettore a riflettere sulle contraddizioni dell’esistenza e sul “male di vivere”. Nel 1927 il poeta si trasferisce a Firenze dove nasce la raccolta di poesie Le occasioni, che esce nel 1939. Il titolo indica che la vita offre sempre spunti per riflettere e capire che il vivere dell’uomo è sconfitta e solitudine. Durante il periodo fiorentino, Montale lavora dapprima presso la casa editrice Bembard(1927-29), poi come direttore del Gabinetto Vieusseux e della sua biblioteca(1929-1938). Dopo essere stato licenziato, in quanto non iscritto al partito fascista, vive di traduzioni e di collaborazioni giornalistiche. Sempre in questo periodo Montale, frequenta il caffè delle “Giubbe Rosse” dove incontra molti illustri intellettuali, tutti collaboratori della rivista “Solaria”. Nel corso della sua vita a Firenze Montale si avvicina a Dante grazie alla conoscenza con la studiosa americana Irma Brandeis. I due vivono una irregolare storia d’amore per qualche anno, finché la donna non deve tornare negli Stati Uniti a causa delle reggi razziali, che la minacciamo in quanto ebrea. E’ proprio ad Irma Brandeis che Montale dedica Le occasioni, cantandola nelle sue poesie con il nome di Clizia. Dopo la caduta del fascismo il poeta inizia a collaborare sempre più frequentemente con il “Corriere della Sera”, del quale verrà poi assunto come redattore nel 1948. Montale nel 1948 si stabilisce a Milano ed entra in contatto più direttamente con la realtà industriale e il mondo moderno. Attraverso queste esperienze, che si riflettono nella sua poesia fra il 1945 e 1954, cresce la delusione nei confronti del mondo moderno, della meccanizzazione e della massificazione della vita, che a suo avviso mettono a repentaglio la sopravvivenza stessa della poesia. E infatti, dopo l’uscita di La bufera e altro, considerato il libro più vario, ricco e inquieto dell’intera produzione poetica a montaliana, Montale sembra rinunciare a scrivere versi. Comincia un silenzio poetico che dura dieci anni.

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