Tesine

  • Materia: Tesine
  • Visto: 4917
  • Data: 2008
  • Di: Redazione StudentVille.it

Tesina - Il Viaggio

un "viaggio nel viaggio" con l'analisi delle diverse tipologie di viaggiatore e di un punto di vista multiculturale come premessa per un futuro di pace. il viaggio nei suoi multipli aspetti e interpretato in chiave "moderna" nel finale.

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Tesina: Umanistica[br] Di: Riccardo V. [br] Tipo Scuola: Liceo Scientifico [br][br] [b]Abstract:[/b] [br]L’umanità, nata in Africa, ora occupa tutte le terre del globo, ne cerca altre guardando lontano con occhi artificiali pensati per lo scopo, il braccio è teso, i muscoli contratti, verrà il momento di fare anche quel passo, ogni viaggio, si sa, inizia con un passo, l’umanità è in viaggio, da sempre, nessuna meta esaurisce la fame, nessuna vetta è abbastanza alta, ogni meta è il punto perfetto per ripartire. L’uomo vive i primissimi mesi di vita, allo stato embrionale, nel grembo della propria madre, al momento della nascita non è in grado di muoversi, ma spesso è tranquillo solo quando, nell’abbraccio dei genitori, sente il ritmo dei passi, il ciondolare del corpo, il bambino è tranquillo quando si sposta. Comincia poi a gattonare, con difficoltà si alza in piedi, comincia a correre. Le caviglie di un uomo non sono pensate per camminare, ma per correre, per percorrere grandi distanze, siamo nati per migrare, per percorrere gli spazi della Terra. Il viaggio muta nel tempo. Se gli uomini di Neanderthal rischiavano la vita tra i ghiacciai europei, trasportando il fuoco sotto forma di braci dentro una scatola di legno di betulla, la mia generazione vive conscia di poter contare sull’uso di veicoli per la propria locomozione personale. Dalla trazione animale ai treni a vapore, alla trazione elettrica, al motore a scoppio, auto, sottomarini, aeroplani, aerorazzi, shuttle sono stati strumenti tecnologicamente sempre più sofisticati ,pensati per soddisfare una fame di viaggiare che non conosce limiti. Se il mezzo soddisfa la fame di velocità, la risposta al bisogno di viaggiare verrà sempre e soltanto da quella che io considero l’ultima frontiera del viaggio, la mente. Un viaggio che può essere concepito solo con la mente può non sembrare ortodosso, ma lo è profondamente, l’immaginazione è stata probabilmente propria dei nostri antenati e sicuramente lo è per noi, la mente può viaggiare abbattendo i limiti fisici, sconfiggendo la tecnica, distruggendo le regole. Nell’anno 2008 la mente ha libero sfogo nel mondo virtuale, virtuale deriva da virtù nel senso di possibile, qualcosa di potenziale, ma ha assunto il senso di esterno alla realtà, simulato; è dunque il mondo virtuale a costituire il punto di incontro tra il viaggio fisico e quello immaginario, la velocità delle linee elettriche sembra soddisfare il bisogno ancestrale dell’uomo di correre, anche se frugalmente, nei ritagli di tempo, superando le distanze del nostro pianeta, almeno per ora. Viaggiare è un punto cardine dell’esperienza umana, viaggiare conduce al confronto con sè stessi e con chi si trova già nel luogo di destinazione, da cui consegue che il viaggio è anche un momento di scambio culturale, di interazione e costruzione personale e collettiva.

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