Tesine

  • Materia: Tesine
  • Visto: 5432
  • Data: 2008
  • Di: Redazione StudentVille.it

Tesina - io so di non sapere

l'uomo desidera conoscere la realtà che lo circonda, spinto dalla contemplazione dell'immensità della natura. ricerca tramite la cosmologia la spiegazione dell'origine dell'universo. oggi, alla luce delle vedute quantistiche e inflazionarie, sopratt

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Tesina: Scientifica[br] Di: federica A. [br] Tipo Scuola: Liceo Scientifico [br][br] [b]Abstract:[/b] [br]L’uomo è l’interprete della realtà per eccellenza. Questa condizione è unica e privilegiata in quanto presuppone il possesso di un’intelligenza, una coscienza delle cose. Poco importa se è un attributo propriamente umano o se è condiviso da forme di intelletto lontane anni luce e a noi sconosciute: ciò che conta è esistere, e poter capire di essere. Questo lavoro è per me un tentativo di celebrare la vita e lo slancio dell’uomo verso la conoscenza. Perché credo fermamente che l’assunzione di autocoscienza intesa come patrimonio della nostra intera umanità sia in un certo senso l’esito a cui aspira l’universo. In effetti la condizione di coscienza non è necessaria alla logica del mondo: siamo un’eccezionalità non giustificabile da modelli matematici, Sartre affermò che ”l’uomo è un’inutile passione”; e proprio questo può rappresentare una prova indiretta del finalismo dell’universo. Non possiamo negare che la vita è un fenomeno alquanto improbabile, dal momento in cui le moderne conoscenze ci parlano di infiniti universi e sostengono contemporaneamente che probabilmente soltanto il nostro offre condizioni per la nascita di forme di vita, e soprattutto intelligenti. Attraverso un percorso scientifico cercherò pertanto di dimostrare che proprio quando il varco tra la domanda ”come ha avuto origine tutto?” e la sua risposta sembra valicabile grazie alla scienza (pensiamo alle più moderne teorie di fisica particellare e astrofisica, a cui proverò azzardatamente a dare accenno), la scienza stessa pone le basi per il suo superamento in quanto non è capace di negare l’esistenza di un “principio generatore”o più elegantemente di un Apeiron,e sembra possibile recuperare il valore dell’antropocentrismo. In sostanza si tratta della diatriba secolare fra razionalismo e teologia(in senso lato) che qui sembra accedere finalmente ad un punto di raccordo. In particolare la cosmologia, che personalmente ritengo la porzione della fisica più affascinante e misteriosa, sembra condurre direttamente alla filosofia: gli astrofisici ricordano oggi gli antichi filosofi greci che cercavano con uguale slancio di comprendere l’anima razionale e quella metafisica della realtà. Scrive a tal proposito J.J. Sanguineti: “la contemplazione del cielo stellato, nella sua matematica e sicura armonia, era tradizionalmente(anche per Kant) quasi una forma plastica che facilmente rapportava la mente

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