Tesine

  • Materia: Tesine
  • Visto: 6972
  • Data: 2008
  • Di: Redazione StudentVille.it

Tesina: L'uomo un prodotto (s)finifo

un analisi della società e della scuola come origine del nichilismo giovanile

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Tesina: Umanistica[br] Di: lorenzo L. [br] Tipo Scuola: Liceo Scientifico [br][br] [b]Abstract:[/b] [br]INTRODUZIONE L’interesse a sviluppare e approfondire l’argomento nasce dalla lettura del libro ”il sopravvissuto” di Antonio Scurati (scrittore, ricercatore all’Università di Bergamo, coordinatore del Centro Studi sui linguaggi della guerra e della violenza). Il libro ha un inizio drammatico, l’autore racconta come Vitaliano Caccia, studente "difficile" e già ripetente, il giorno della prova orale dell’esame di stato, in modo inspiegabile stermina, la commissione di maturità, risparmiando solo il professore di filosofia, Andrea Marescalchi, "unico superstite lasciato indietro a contare i morti e a maledirsi per non essere nel loro numero". Perché il giovane assassino ha risparmiato il professore? Che cosa sta dietro al suo gesto apparentemente insensato? A questa domanda l’insegnante cerca di dare una risposta nel corso del libro. Mentre la polizia e le istituzioni identificano il male nell'adolescenza, il professore, cercando tra i suoi colleghi il motivo scatenante della strage, mette in discussione il proprio operato e quello più in generale dell'istruzione. In quest’amara riflessione su ciò che la società occidentale è diventata(1), l’autore mette alla luce l’indifferenza atroce cui le ultime generazioni sono state condannate: in quartieri-dormitorio fatti di cubi di cemento o a cavalcioni delle loro moto, soli in gruppo o da soli, perduti ad ogni speranza, i Vitaliano Caccia vegetano, all’oscuro persino di se stessi, …e un giorno, magari, uccidono. Ho scelto questo argomento perché penso che i giovani rappresentino il futuro della società umana, che in loro debba crescere e svilupparsi un progetto che, come intuiva Marcuse, ricercando nei giovani le possibili forze rivoluzionarie, “sia in grado di mettere in moto il cambiamento in direzione di una nuova società”. Purtroppo oggi la società moderna, delle tecnologie e del consumo, sta mettendo in atto una strategia di “omologazione” che vede il giovane solo sotto l’aspetto di un possibile “consumatore”, non soggetto autonomo, capace di scelte “critiche, idealistiche e positive”, ma oggetto da indottrinare, affinché possa realizzare in sé quello che la società si aspetta da lui, e cioè l’adulto “felice” descritto da Marcuse, che lavora per guadagnare e per poter spendere, per acquistare beni non indispensabili, ma resi indispensabili da una nuova “norma culturale” dove auto, cellulare, scarpe e abbigliamento sono i nuovi “status symbol” in grado di determinare una nuova forma di benessere, che non è più star bene con se stessi e con gli altri, ma è “possedere” i beni che hanno gli altri e possibilmente di più.

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